Visualizzazione post con etichetta agrigento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta agrigento. Mostra tutti i post

mercoledì 29 luglio 2015

Agrigento Piscina Comunale Chiusa. Interrogazione del Mov5Stelle

La piscina comunale di Villaseta, ad Agrigento, è chiusa ormai da un anno.

Cosa sta facendo l’amministrazione in carica per risolvere tutti i problemi che ostacolano la sua riapertura, così da garantire ai cittadini di tornare a fruire di una struttura che offre importanti servizi anche per la salute ?

E’ ciò che il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle di Agrigento Marcello La Scala chiede al Sindaco Calogero Firetto. La Scala nella sua interrogazione osserva che “la gara pubblica di aggiudicazione per l'affidamento del servizio in concessione a terzi, dopo innumerevoli lungaggini burocratiche è stata espletata nello scorso mese di novembre, con regolare aggiudicazione alla G.S.C Consorzio Servizi Globali e tale Consorzio ha già da tempo depositato tutti i documenti necessari per avere dal Comune le autorizzazioni ad avviare i servizi previsti dal bando”.

Risulta inoltre che “da parte del Comune è stato da tempo assicurato che sarebbero stati fatti tutti i lavori necessari per garantire l’agibilità ed ottenere le certificazioni necessarie, in modo da consegnare a G.S.C. Consorzio Servizi Globali la struttura”. Il consigliere Marcello La Scala pertanto chiede al Sindaco Firetto di illustrare all’opinione pubblica “quali interventi l’amministrazione sta realizzando attualmente per riaprire la piscina di Villaseta”.

La riapertura dell’impianto “darebbe a tutti l'opportunità di potere utilizzare un bene che, oltre allo svago e allo sport, serve anche per terapie mediche necessarie soprattutto ad anziani e a ragazzi diversamente abili ma anche a chi ne ha comunque bisogno per ragioni di salute”, conclude La Scala

Il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle di Agrigento Marcello La Scala

domenica 18 maggio 2014

Segnaliamo un Pericolo in Via Empedocle. Attenti a quella parete

Quei calcinacci caduti sui tifosi rimasti feriti allo stadio Esseneto hanno una storia: è quella di una città dove la manutenzione è una parola sconosciuta. Strade, scuole e impianti su cui si dovrebbe vigilare con una seria attività di prevenzione, sono invece abbandonati. I cittadini diventano inevitabilmente vittime di questa incuria, parola che purtroppo caratterizza spesso l’amministrazione in carica. I casi di muretti che crollano, di massi che si staccano da pareti di contenimento, di calcinacci che piombano dentro le aule scolastiche, di frane devastanti dentro il centro abitato possono essere eventi frequenti solo in una città dove non vi è nessuna sorveglianza del territorio perché non vi è un Comune che ha cura del bene comune e della vita dei cittadini.
Quel che più ci preoccupa è che l’amministrazione non è attenta neppure alle segnalazioni dei cittadini. Noi del Movimento Cinque Stelle di Agrigento abbiamo segnalato dei pericolo in via Mattarella alcune settimane fa, ma nessun intervento è seguito. Ma noi siamo testardi. Adesso segnaliamo un evidente pericolo in via Empedocle. Una larga crepa sta interessando una parete di tufo arenario che si eleva dalla via Empedocle e fa da base alla salita della via Santa Lucia. Si tratta di fragile tufo arenario che facilmente si sfalda e presto potrebbe staccarsi in dimensioni piuttosto ampie. Occorre immediatamente rimuovere il pericolo. Le foto che alleghiamo a questa segnalazione sono eloquenti ed i pericoli per gli automobilisti e pedoni molto seri. Si intervenga tempestivamente e si dimostri almeno in questo caso quell’attenzione verso le segnalazioni dei cittadini che troppo spesso è mancata. Movimento Cinque Stelle

giovedì 26 gennaio 2012

Le mani dei privati sulla Valle dei Templi

La Valle dei templi ai privati. L´ente parco apre alla privatizzazione: affiderà a cooperative mediante bando pubblico la gestione di alcuni siti. L´annuncio della privatizzazione è stato dato dal commissario del consiglio di amministrazione dell´ente Roberto Sciarratta. "Ci sono le condizioni per affidare al momento almeno tutte le aree archeologiche che siamo costretti a tenere chiuse per mancanza di personale - ha detto il commissario Sciarratta - Faremo un bando pubblico sulla base di un progetto di fruizione. Il modello che intendiamo seguire è quello già sperimentato per il giardino della Kolimbetra affidato al Fai.Il primo sito che affideremo sarà l´ipogeo Giacatello. Ma intendiamo dare una risposta alla disoccupazione giovanile e quindi pensiamo di affidare progetti mirati per la gestione e la fruizione dei siti a cooperative di giovani. In tal modo potremo anche ampliare il panorama della fruizione dei siti, cosa che ci sta molto a cuore". Il commissario Sciarratta ha anche annunciato che "sulle linee guida del piano del parco che dovrebbe essere presto approvato dalla Regione, l´ente parco ha presentato un progetto esecutivo mirato a destagionalizzare il turismo. "Abbiamo ottenuto un finanziamento per il restauro della Villa Aurea, sulla via sacra. L´edificio una volta completato il restauro ospiterà un laboratorio di musica contemporanea", dice il funzionario. E´ stato annunciato anche che grazie ad un´altra linea di finanziamento regionale verrà inaugurato un altro percorso di visita per la fruizione dell´area paleo-cristiana. Il progetto permetterà l´apertura di alcuni edifici che sorgono nella zona, come casa Barbadoro, che entrerà nel cammino grazie ad un collegamento tra le necropoli e la zona in cui si trova la casa. "Ma oltre ai percorsi archeologici, prevediamo di avviare quanto prima anche dei percorsi ambientali - ha spiegato Roberto Sciarratta - Sarà possibile visitare i parchi che cingono la Valle dei Templi a cavallo. Un idea che l´ente accarezza da tanto tempo". Verrà ripreso un aspetto del piano di gestione dei siti Unesco che prevede che la Valle e gli altri siti archeologici della provincia siano collegati con itinerari che portano verso altre zone interne della Sicilia. "Riscopriremo così vie che sono state tracciate nell'antichità nella nostra regione e che ancora oggi si possono percorrere. Realizzeremo un collegamento con le altre province vicine, riqualificando il turismo", precisa il commissario dell ´ente parco. Altra importante notizia: si tornerà a scavare per scoprire nuovi tesori. "il territorio deve diventare un laboratorio per far specializzare gli archeologi. Non è possibile che si specializzino a Lecce, piuttosto che da noi. Dobbiamo far arrivare ad Agrigento le eccellenze dell´archeologia", ha concluso il commissario Sciarratta. Infine i prodotti agricoli che vengono raccolti nelle campagne della Valle (olive, uva e mandorle) avranno un marchio per una migliore commercializzazione e per nuovi rapporti con le aziende agricole. Elio Di Bella vedi anche su http://www.bellaciaoag.it/

domenica 18 dicembre 2011

AGRIGENTO. NON CI FACCIAMO MANCARE NIENTE: MALA AMMINISTRAZIONE, MALA POLITICA, MALAFFARE

Il malaffare all’ombra dei templi. Inchieste su inchieste, misure cautelari e sequestri mettono a nudo ad Agrigento un sistema che continua a incancrenire l’unica attività che da sempre nella città dell’abusivismo non conosce crisi: l’edilizia. Nella capitale siciliana dei palazzinari, colpevoli della frana devastante del luglio del 1966, un’inchiesta della Procura ha accertato - dopo una lunga e complessa attività d’indagine - numerosi fatti di corruzione: nell’ufficio tecnico i funzionari comunali, secondo la Digos, hanno ricevuto in più occasioni mazzette di denaro, consegnate a piene mani da vari professionisti ed imprenditori edili, costretti a pagare per ottenere le necessarie autorizzazioni. Dazione di denaro in cambio anche di atti illegittimi, secondo accertamenti fatti pure con le videocamere piazzate dentro le stanze del Comune. Se pagavi, ottenevi prontamente certificati che altri avrebbero avuto solo dopo tanti e tanti mesi. “Chi pagava aveva la strada spianata e gli venivano rilasciate concessioni anche illegittime, chi non voleva pagare si vedeva frapposti mille ostacoli burocratici”, così il procuratore Renato Di Natale ha sintetizzato la vicenda. “ La mala amministrazione è un altro cancro e lo è insieme alla mafia. Se lo Stato mostrasse il suo volto migliore, quello pulito ed imparziale, riuscirebbe ad infondere sicurezza. Il cittadino riuscirebbe a preferirlo. Bisogna combattere la mafia e far uscire fuori dai palazzi la mala amministrazione”, dicono i magistrati in un’altra dichiarazione. In manette il funzionario dell’ufficio tecnico comunale Luigi Zicari, l’uomo chiave di un’operazione che la Digos di Agrigento ha denominato “Self- Service”. Con lui si trovano in carcere altri undici soggetti coinvolti nell’inchiesta. Il capo dell’ufficio tecnico, Sebastiano Di Francesco, dopo un lungo interrogatorio è stato sospeso dal servizio. Sui rapporti tra pubblica amministrazione e mondo dell’edilizia privata, adesso la procura ha voluto vederci chiaro: sollevato una pietra, ha trovato un verminaio. Dalle indagini è emerso anche che si è fatto un uso abbastanza allegro dei telefoni negli uffici comunali. Atti di peculato in cui sarebbero coinvolti persino alcuni consiglieri comunali. Vi sarebbero poi controlli antiabusivismo ritardati da parte di vigili urbani compiacenti che concedevano al proprietario del cantiere tutto il tempo necessario per correre ai ripari prima dell’intervento della polizia urbana, occultando le irregolarità. C’è poi l’accusa di uno degli imprenditori coinvolti nell’indagine circa le forti pressioni dei politici locali per indurlo ad assumere personale in cambio di promesse elettorali. Ed anche il re dell’eolico, l’imprenditore, Salvatore Moncada, ha dichiarato alla magistratura di avere provveduto all’assunzione di un agrigentino per soddisfare la richiesta di un consigliere comunale, nominato di recente dal Sindaco assessore al patrimonio. I verbali dell’interrogatorio da parte della Digos sono stati pubblicati dal settimanale locale Grandangolo. Una notizia mai smentita dallo stesso imprenditore. Un annus horribilis per il Comune di Agrigento quello che si va a concludere. Nei giorni scorsi sono iniziate anche le udienze a seguito del rinvio a giudizio dell’ex presidente del consiglio comunale, Carmelo Callari, uomo politico da sempre vicino ad Angelino Alfano, accusato di chiedere illecitamente rimborsi spacciando per missioni viaggi compiuti a fini del tutto personali. Anche in questo caso coinvolti funzionari comunali che secondo i magistrati arrivavano ad alterare le ricevute dei ristoratori per favorire il consigliere rinviato a giudizio. Lo scorso giugno davanti al giudice per le udienze preliminari Luca D’Addario, si sono presentate le undici persone coinvolte nell’inchiesta denominata Tetris, relativa a presunte irregolarità nell’affidamento di appalti inerenti al settore della Solidarietà sociale del Comune di Agrigento. Un affare da oltre 400 mila euro. I reati contestati a vario titolo sono quelli di turbativa d’asta, abuso in atti d’ufficio e falso. Alla sbarra dirigenti e insospettabili soggetti della cooperazione locale. Il Comune si è costituito in questo caso parte civile. Fra alcuni giorni il Sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, riferirà in consiglio comunale. Ad Agrigento intanto siamo in campagna elettorale. Nella prossima primavera si voterà per scegliere consiglieri comunali e Sindaco. Tra i candidati ci sarà anche il contestatissimo Marco Zambuto. Lasciato l’incarico di segreario provinciale dell’Udc è stato eletto nel 2007 con una coalizione del centro-sinistra, ma è passato solo sei mesi dopo con il Pdl e di recente è tornato a dirigere in provincia l’Udc. Una storia di pendolarismo politico che lo ha costretto a cambiare più volte assessori per accontentare i partiti che nelle varie fasi lo hanno sostenuto. Mala amministrazione, mala politica, malaffare: tre capitoli della storia agrigentina che indignano e scoraggiano tanti che ripetendo un antico detto esclamano “munnu ha statu e munnu è”: il mondo è stato sempre così e così sempre sarà. E la rassegnazione spinge tanti giovani di questa terra a fuggire in cerca di qualcosa di meglio. Elio Di Bella

martedì 13 dicembre 2011

AGRIGENTO. VANDALI NELLA VALLE DEI TEMPLI ?

Vandali nella Valle dei Templi ? Nel mirino dei demolitori ci sarebbero stati i modernissimi cannocchiali ottici che permettono non solo di osservare i templi di Agrigento e il paesaggio ma anche di ottenere immagini, filmati, informazioni relative ai siti archeologici e ai luoghi verso cui viene puntato. Si chiamano Focus e poco meno di due anni fa la società dell’ingegnere Marcello Conigliaro (consulente esterno dell’ente parco archeologico), la Cognitiva, partecipando al POR 2000-2006, per la gestione innovativa e fruizione del patrimonio culturale, si è aggiudicata un contributo di 500 mila euro per la loro istallazione in diversi siti della Valle dei Templi. Ognuno quindi è costato 40 mila euro circa. La loro vita però è stata estremamente breve. “Purtroppo i Focus istallati nella Valle dei Templi sono stati distrutti poco tempo dopo la loro istallazione, nel giro di poche notti, con incredibili atti vandalici che abbiamo segnalato all’ente parco, ma non abbiamo potuto denunciare alle forze dell’ordine non potendo individuare i vandali – spiega l’ingegnere Marcello Conigliaro – Nonostante siano stati realizzati d’acciaio e per resistere al vandalo, sono stati distrutti e abbiamo così individuato dei punti di fragilità. C’è chi anziché le monete ha introdotto sostanze strane o ha verniciato il display o ha strattonato con forza l’apparecchio scardinandolo”. Il risultato è che solo un cannocchiale elettronico attualmente funziona, quello posto su un balcone della casa Sanfilippo, sede degli uffici dell’ente parco. Sembra dunque che per molto tempo e ancora attualmente praticamente nulla sia stato fatto per ripararli. Guide turistiche e altri soggetti che lavorano nella Valle dei templi dichiarano che non hanno mai visto in funzione i Focus, ma il responsabile della società Cognitiva smentisce. “Abbiamo chiesto all’assessorato regionale ai beni culturali l’autorizzazione ad intervenire per rimetterli in funzione- aggiunge Conigliaro – ma è complicato ottenere tali autorizzazioni e i tempi si allungano. Stiamo già realizzando adesso la modifica alle parte software per consentire l’inserimento di piccole webcam all’interno degli apparati, collegandoli ad internet così che sarà possibile individuare in tempo reale (per allertarci) altri eventuali atti di vandalismo. La vigilanza dell’ente parco potrà intervenire prontamente. Nelle prossime settimane interverremo rimettendo a posto gli impianti e nella prossima primavera torneranno a funzionare, ma un sistema di vigilanza li garantirà contro il vandalismo”. Auguriamo quindi che col nuovo anno una tecnologia così costosa potrà finalmente essere messa a disposizione dei turisti.

lunedì 5 dicembre 2011

AGRIGENTO. UN PATTO TRA ELETTI ED ELETTORI PER RIDARE DIGNITA' AL CONSIGLIO COMUNALE

Contro lo squallido pendolarismo e altri vergognosi fenomeni che compromettono il corretto svolgimento della vita politica locale, chiedo a quanti si presenteranno per diventare sindaci, consiglieri comunali ed assessori nella città di Agrigento di sottoscrivere un patto d’onore con i cittadini, costituito dai seguenti solenni impegni. 1) Chi si presenterà in una lista elettorale dovrà impegnarsi dinanzi ai propri elettori a dare le proprie dimissioni nell’eventualità che decida successivamente all’ elezione di aderire ad un diverso gruppo politico (di qualunque formazione politica si tratti) 2) Il Sindaco che verrà eletto garantirà che rimarrà fedele alla coalizione che lo ha sostenuto e a cui lui assicura di aderire. Se deciderà successivamente di aderire ad una opposta coalizione, dovrà dare le dimissioni. In questi due casi infatti gli elettori vengono traditi perché a suo tempo votarono per uomini che militavano in ben definiti partiti e schieramenti politici e d’un tratto potrebbero ritrovare il candidato scelto in una formazione politica assai diversa da quella a cui avevano dato il proprio voto. 3) I consiglieri comunali che siederanno dopo le prossime elezioni in consiglio comunale, il sindaco e gli assessori assicureranno che manterranno gli attuali compensi previsti per l’indennità di carica e per il gettone di presenza ( i compensi cioè che di recente sono stati dimezzati e che ammontano a poco più di 750 euro mensili per l’indennità e a una settantina di euro per il gettone di presenza) 4) I consiglieri che verranno eletti s’impegneranno a rendere pubblici (cioè sul sito Internet del Comune) anche i verbali dei lavori delle commissioni. 5) Tali nuovi consiglieri si impegneranno a modificare il regolamento così che non sarà più consentito a chi partecipa solo per poco tempo ai lavori del consiglio di lucrare il gettone di presenza. Nel caso la seduta non si svolgerà, nessun compenso verrà dato. 6) I nuovi eletti s’impegnano a comunicare con i cittadini attraverso un blog o un qualunque testo elettronico per far conoscere le proprie iniziative e dialogare apertamente con gli elettori.

sabato 3 dicembre 2011

AGRIGENTO. BARBERA SU ZAMBUTO. AMMINISTRATORE INADEGUATO. NO, SINDACO ECCELLENTE.

Il professore Giovanni Barbera viene intervistato alla fine di gennaio da Denise Inguanta per il giornale web Agrigento Oggi. Ecco un passo dell’intervista. Come giudicate l’azione amministrativa del Sindaco Zambuto? Domanda la giornalista “Abbiamo costatato che l’azione amministrativa del Sindaco Zambuto è scomposta e inadeguata, poiché deriva sostanzialmente da un’incapacità di programmare, in piena emergenza finanziaria, le giuste soluzioni nell’interesse della collettività”, risponde Barbera, da poco eletto coordinatore cittadino del Pdl. Lo scorso 18 novembre ho incontrato e intervistato il professore Barbera nel gabinetto del Sindaco e in quella occasione ha dichiarato : “Ci ritroviamo in sintonia con il progetto del Sindaco Zambuto che intende come noi valorizzare il merito, servendo la gente e rimanendo fedele ai valori migliori”(aveva appena abbandonato il Pdl e le critiche feroci contro l’amministrazione Zambuto). Tra i valori migliori a cui si fa riferimento devono esserci certamente la coerenza con le proprie idee e tra i meriti quello di sapere giudicare le persone. Questo sì poi è servire la gente. Ma quel Zambuto la cui azione amministrativa “è scomposta e inadeguata”, questa volta non si è scomposto più di tanto ed ha adeguatamente ricompensato il partitino di Barbera con un assessorato a Salvatore Bottone che affiancava fedelmente il professore prima nel Pdl e lo segue oggi nel nuovo partitino. Così viene giustamente gratificato. Ma ci chiediamo: è una nomina quella di Bottone che Zambuto ha deciso in virtù della sua capacità di valorizzare le persone o per “incapacità di programmare” ? I giudizi di Barbera su Zambuto qualche dubbio amletico lo lasciano.

martedì 29 novembre 2011

AGRIGENTO. UNDICI MORTI BIANCHE NEL 2010

Undici morti sul lavoro in provincia di Agrigento nel 2010. Tre in più secondo il rapporto Inail Sicilia rispetto agli anni 2008 e 2009, quando furono otto le morti bianche nell’agrigentino . Ma furono solo uno nel 2005, sette nel 2006 e quattro nel 2007. La nostra è la terza provincia più colpita in Sicilia nel 2010 secondo la graduatoria delle morti bianche presentata nel rapporto dell’Inail Sicilia che fotografa la sicurezza sul lavoro nella nostra Regione. In crescita anche le denunce per infortuni sul lavoro. In provincia di Agrigento si sono registrate 2799 denunce per infortuni. L’anno prima furono 2.640, con un incremento quindi del 6%. Questo registrato ad Agrigento è il maggiore incremento che si è avuto in Sicilia. Gli infortuni sul lavoro in Sicilia sono stati 34 mila 285 nel 2010: il dato è pressoché stabile (-0,11%) rispetto al 2009, quando gli incidenti erano stati 34.323. Il fenomeno infortunistico in Sicilia rappresenta il 4,42% di quello nazionale, che ha registrato 775.000 denunce di infortuni. In calo anche gli incidenti mortali: nel 2010 sono stati 69 in regione , contro le 87 verificatesi nel 2009 (-21%). Palermo con 20 eventi mortali la provincia più colpita , seguono Catania con 13, Agrigento con 11 casi mortali, Messina 7, Siracusa e Trapani 5, Caltanissetta 4, Enna 3 e Ragusa 1. Ricordiamo alcune vittime sul lavoro nella nostra provincia nel 2010. Il 21 aprile 2010 è deceduto, Calogero Luppino, 80 anni, veterinario in pensione di Casteltermini. E’ rimasto schiacciato dal trattore che stava manovrando. Nel mese di maggio Amir Drahiri, 25 anni, tunisino, rinvenuto cadavere ieri in località Giardinello, a Ribera Sembra sia morto a causa del ribaltamento di un trattore. L’undici giugno un operaio di 43 anni, Vito Giovinco, che lavorava per un'impresa di calcestruzzi, è morto folgorato da una potente scarica elettrica mentre riparava un mezzo meccanico in un cantiere di contrada Adragna. Il 24 luglio perse la vita Andrea Dulcetta di 60 anni. Mentre stava per salire una scala all’interno del cantiere dove lavorava per eseguire dei lavori, deve aver perso l’equilibrio, probabilmente per un mancamento ed è precipitato sul terreno dopo un volo di circa due metri e mezzo, riportando un vasto trauma cranico. Il 2 settembre il meccanico di 40 anni, Girolamo Clemente lavorava allo spegnimento di un incendio nell’area di Lago Arancio. E’ stato colto da malore mentre era impegnato nelle operazioni di spegnimento ed è poi precipitato nel burrone. Il 25 ottobre è morto il meccanico di 51 anni Liborio Di Vincenzo. Era rimasto gravemente ustionato nell’esplosione avvenuta in un locale adibito ad officina dentro il capannone del centro distribuzione giornali “Agriscia” nella zona industriale di Agrigento. Elio Di Bella

lunedì 28 novembre 2011

AGRIGENTO. I QUAQUARAQUA' DELLA POLITICA AGRIGENTINA

E’ vergognoso lo spettacolo che di sé sta dando l’attuale classe politica agrigentina. E non ci riferiamo solo alle indagini in corso, che hanno persino meritato l’attenzione delle Iene. Ciò che soprattutto non ti aspetti è che taluni agrigentini, che fino all’altro ieri hanno meritato la stima di tanti per l’impegno nella loro vita professionale e nella società civile, entrati in politica, a qualsiasi ruolo, ci hanno sorpresi molto negativamente per gli atteggiamenti che hanno rivelato. Un caso per tutti, purtroppo molto comune, è quello del voltafaccia vergognoso in virtù del quale tanti tra coloro che passano da una coalizione ad un'altra (ma forse è meglio dire dal servire un padrone a servirne un altro) si affrettano a comunicarci che sono stati per qualche mese o per qualche anno in compagnia di pessimi soggetti e in poche righe esprimono giudizi duri nei confronti del partito in cui hanno militato. Nel momento in cui erano stati inseriti in una lista o avevano ricevuto un incarico politico o amministrativo, avevano espresso apprezzamenti lusinghieri verso i “padrini” che avevano favorito il loro successo. Quando poi ( neppure tanto tempo dopo) hanno deciso di abbandonare il partito in cui avevano deciso di militare, si sono affrettati a farci sapere che stavano lasciando un’esperienza indecente e che finalmente avevano trovato la strada giusta. C’è persino chi ha prima lasciato un partito, ha deciso poi di militare in un altro ed ha poi avuto un ulteriore ripensamento tornando al primo amore e dichiarando di non averlo in realtà mai abbandonato. A tutti costoro diciamo: vergognatevi ! La verità purtroppo è che non credete in niente. Le vostre scelte sono dettate da interessi spesso meschini. Vi offrite al migliore offerente, tradendo la fiducia di amici ed elettori. Come direbbe Sciascia, non sono uomini ma quaquaraquà.

lunedì 14 novembre 2011

AGRIGENTO. ASILI NIDO DI MALE IN PEGGIO

Insieme ad Enna, la città di Agrigento in Regione è il capoluogo più povero di asili nido. Un dossier a cura dell’osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanza attiva (presentato lo scorso mese di settembre) rileva che la Città dei Templi è tra quelle dove il servizio è realizzato in “modalità ridotta” perché non viene garantito il tempo pieno (in media nove ore al giorno) come avviene accade nell’85% dei capoluoghi italiani. In ciascuno dei due asili nido comunali agrigentini, infatti, la capacità ricettiva è di appena 50 bambine/i. Secondo i dati di Cittadinanzattiva ad Agrigento, rimangono in lista di attesa (ma praticamente senza alcuna speranza di venire ammessi) il 38% degli aventi diritto. E la percentuale di copertura rispetto alla potenziale utenza è solo del 4%. La retta varia in base al reddito della famiglia. In parole povere solo 4 bambini su cento possono ad Agrigento ottenere il diritto ad un posto in un asilo nido. Per gli altri non restano che le strutture private o la disponibilità dei familiari. In provincia gli asili nido sono con 791 posti disponibili per una utenza potenziale di poco più di 18 mila bambini. La percentuale di copertura in provincia rispetto alla potenziale utenza è solo del 4,3 %. Nei due asili nido di Agrigento vengono ospitati bambini dai tre mesi ai tre anni. Un nido si trova al Villaggio Mosè. Occorre inoltre ricordare che la sede dell’altro asilo nido in piazza Ugo La Malfa è chiusa dal gennaio del 2008 e nonostante le promosse non è stata ancora risistemata. I bambini vengono ospitati in alcuni locali della scuola Esseneto, sede che doveva essere provvisoria e che quindi non ha tutte le caratteristiche e i confort che dovrebbe possedere. Giovedì scorso sono ripresi i sopralluoghi per verificare la possibilità di ristrutturare l’edificio di piazza Ugo La Malfa, per tentarne al più presto il recupero funzionale. L’edificio infatti venne realizzato per ospitare al meglio i bambini e presenta quindi tutti gli ambienti e i confort necessari. “ E’ stato dato incarico al geologo dell’ufficio tecnico del Comune, Attilio Sciara, e al gruppo di progettazione di svolgere una relazione idrogeologica per comprendere meglio i motivi dello smottamento che ha costretto il Comune ha chiudere l’asilo nido perche la struttura è rimasta compromessa - dice l’assessore comunale all’istruzione Renato Bruno – Subito dopo verrà fatta la progettazione e responsabile del procedimento è l’architetto Gaetano Greco. Partirà subito dopo la ricerca per trovare i fondi necessari per risistemare lo stabile. Intanto abbiamo sigillato giovedì scorso gli ambienti perché l’asilo è da tempo oggetto di ripetuti atti vandalici ”. I nidi agrigentini sono aperti dalle ore 7.45 alle ore 14.15 e sono previsti solo quattro rientri pomeridiani mensili, il mercoledì. Lo scorso 29 luglio la giunta comunale ha approvato il progetto educativo degli asili nido comunali. Nella foto asilo nido di piazza ugo la malfa

mercoledì 9 novembre 2011

Agrigento. Depuratore del Villaggio Peruzzo. I dilettanti dicono sì.

La conferenza stampa di oggi sul depuratore al Villaggio Peruzzo ha reso ancora una volta più chiaro ( se mai ce ne fosse bisogno) che il territorio è governato da dilettanti allo sbaraglio, incompetenti puri che giocano sulla nostra salute. Dopo anni di giochetti e di veti incrociati, lor signori i padroni dei fiumi e dei mari nostri si sono incontrati per una conferenza dei servizi e ci hanno detto che loro non hanno mai avuto dubbi: il depuratore al Villaggio Peruzzo si può fare. E allora che cosa hanno aspettato sino ad oggi ? Il problema delle case vicine all’impianto è sparito. Non è esiste. Il depuratore si può fare oggi accanto a quelle case, baste schermarlo e insonorizzarlo. E prima no ? E il vincolo archeologico ? Quale vincolo!. La sovrintendenza è dal 2002 che ha dato parere positivo. E allora il Comune perché non ha ripreso i lavori ? Per paura di Legambiente ? Per paura delle minacce di qualcuno ? Probabilmente sì. Ne uccide più la paura che non la peste. E intanto noi affogavamo in un mare lurido ogni estate. Adesso è tutto risolto. Lor signori hanno solo un problemino a quanto ci hanno detto: devono solo dare una sistematina agli argini del fiume Akragas per impedire che una esondazione crei problemi a chi abita lì e al depuratore quando verrà costruito. C’è solo questo problemino. Fra quindici giorni però verrà presentato un piano di fattibilità per risolvere il problemino. Quindici giorni, capite ? Bastano da sempre quindici giorni per risolvere un altro dei problemi che per anni sono stati posti di traverso, impedendo la ripresa dei lavori del depuratore del Villaggio Peruzzo. Signori elettori, fate un favore a questa martoriata città: alle prossime elezioni depuratela da tutta questa mer… Un voto giusto e sturiamo la città.

martedì 8 novembre 2011

Agrigento. Zambuto e la palude della politica.

L’acqua è torbida ? No, di più: lurida, fetida, maleodorante. Così si presenta la situazione politica ad Agrigento. Poco più di quattro anni fa gli elettori vennero ingannati dalla promessa di Marco Zambuto di dare una spallata alle logiche politiche legate ai potenti che hanno fatto di Agrigento terra di conquista per l’affermazione di clientele che nel tempo hanno stritolato l’economia e il tessuto sociale. Persino Lillo Miccichè, ex deputato regionale verde (oggi segretario provinciale di Sel), che ben conosce la vita politica agrigentina, per qualche tempo diede credito al giovane avvocato; ma prestissimo di rese conto che il legame tra Zambuto e Cuffaro, ad esempio, era rimasto intatto. Lillo si dimise da assessore e molti di noi allora non comprendemmo. Pochi mesi dopo ci ravvedemmo: Zambuto andò a Roma e si legò a Berlusconi. Consegnava la città a ciò che di peggio andava maturando in Italia. Il Sindaco disse che per salvare Agrigento occorreva avere i favori del governo nazionale e regionale. Non passerà molto tempo e dovrà denunciare in diverse conferenze stampa l’assoluta solitudine in cui veniva lasciato ogni volta che recandosi a Roma o a Palermo chiedeva interventi ordinario o straordinari per la città. I deputati nazionali e regionali al potere lo snobbavano. Per primo il ministro Alfano, che gli negò anche i contributi per pagare i servizi che il Comune garantiva ( e garantisce) a proprie spese per il funzionamento del Tribunale. In quell’acqua divenuta torbida cominciarono a trovarsi a proprio agio persino alcuni politici locali che hanno tentato di risalire la china, dopo decenni di insuccessi. Accade così che il consigliere comunale Giuseppe Arnone, dopo avere più volte preso le distanze dal Sindaco in carica, dall’estate del 2008 e per almeno un anno e mezzo ha più volte esaltato la personalità e le capacità politico-amministrative di Zambuto, fino a parlare in sua vece in molte circostanze, sostenendo che lui (Arnone) stava amministrando la cosa pubblica al pari e insieme al Sindaco eletto. Le acque si fanno sempre più torbide. Di recente, come è noto, per ragioni assolutamente oscure (legate più al personaggio che alla logica), l’esponente di Legambiente ha capovolto la sua posizione politica, trattando anche con asprezza il Sindaco, sino a suggerirgli di concedersi un periodo di riposo. Questi trasformismi sono stati la nota costante anche della vita del consiglio comunale: la stragrande maggioranza dei consiglieri eletti dal popolo nel 2007 erano in liste elettorali di partiti assolutamente diversi da quelli a cui oggi aderiscono: un giovane socialista è presto passato al Pdl; un esponente dell’Udc è transitato nel Pdl e di recente è tornato a militare nell’Udc, un consigliere eletto nel Pd presto ha cambiato casacca e adesso neppure lui sa bene in quale area politica si trova; un altro dal Pd è passato a Sel; in una notte di mezza estate tutti i consiglieri comunali dell’Udc, dopo avere baciato per anni le gote di Totò Cuffaro, sono passati tutti insieme del Pid, per non venire trascinati nelle disavventure dell’ex governatore; alcuni dal Pdl hanno aderito a Forza del Sud di Cimino. E altri casi ancora ci sarebbero da citare per descrivere questi vergognosi tradimenti, ma la cosa ci da un senso di ribrezzo. Non solo il Sindaco (eletto grazie ad una coalizione di centro-sinistra, è passato poi a quella di centro – destra e ora è tornato nell’Udc) ha tradito il proprio elettorato, ma anche tutti costoro. L’acqua è diventata ad Agrigento fetida per la mancanza di dignità e di coerenza morale e politica di così tanti amministratori. E non entriamo nel merito di indagini della magistratura, che, se avranno esito nefasto per gli indagati, politici e dirigenti, renderanno ancora più vomitevole la condizione in cui questa città è stata trascinata dall’attuale classe di amministratori. Condizione che sotto ogni punto di vista intanto è peggiorata, sino al punto di trovarsi oggi senza bilancio perché quegli stessi consiglieri comunali che hanno approvato i precedenti documenti finanziari portati in aula dalla giunta, solo oggi hanno scoperto che vanno rivisti. In realtà in bilancio attualmente all’esame del commissario regionale non presenta caratteristiche diverse da quelli precedenti, sono solo cambiati gli ordini dei loro referenti politici (o padroni ?) : il Pdl e altre forze politiche, dopo il passaggio di Zambuto all’Udc, hanno le mani libere e sono in campagna elettorale. Adesso hanno interesse a mettere in difficoltà il giovane avvocato, già bacchettato da Angelino Alfano e Bosco. Queste le ragioni e non altre, dando ancora una volta dimostrazione di come si sia ben lontani dalla ricerca del bene della città. Il bene della città ? E’ la vera vittima, annegata nel fetido mare della politica agrigentina. Il risultato è ben visibile, sotto gli occhi di tutti e non abbiamo bisogno di descriverlo agli agrigentini che sanno che l’amministrazione comunale in carica in questi anni si è rivelata incapace persino di trovare una soluzione per il traffico nel quadrivio Spina Santa. Per cui, si spiegano tutte le difficoltà incontrate per rimuovere le macerie di Palazzo Lo Jacono e tutto il resto che fa andare alla malora ogni giorno di più Agrigento. Inutile dilungarci nel descrivere tutti i mali che la fetida politica agrigentina di questi anni ha solo aggravato, perseguendo gli interessi clientelari di sempre, a danno di noi tutti, ingannati quattro anni fa da una speranza e oggi ancor più disillusi di prima. Chi darà mai, dopo l’esperienza bruciante fatta con Zambuto, credito a un altro Sindaco che dovesse tornare a a parlarci del coraggio di cambiare ? Ma da questo mare melmoso in cui è stata sommersa la città dall’attuale amministrazione e da gran parte del consiglio comunale, occorre comunque salvarsi e nella società civile agrigentina esistono esperienze nuove a cui guardiamo e da cui speriamo di non essere traditi.

venerdì 4 novembre 2011

Agrigento. Metti una sera al Rabato

Metti una sera al Rabato. Le luci accarezzano i vicoli, il campanile di Santa Croce e la gente lieta in piazza. E non fai appena in tempo a lasciarti avvolgere da questa atmosfera surreale che un violino ti invita tra le scale della Chiesa a tacere dentro di te e ogni discussione con gli altri per ascoltare solo il suo richiamo suggestivo. Subito dopo è una chitarra che impone a tutti di guardare sù, dove sopra un balcone, con le tendine bianche chiuse e con la vecchia casa in penombra, s’è affacciato un giovane con la sua chitarra ed ha una romanza per la sua cara da farti sentire e tanti tormenti da condividere con te. Ma fai appena in tempo a capire come è andata a finire quella love story di un secolo fa che un contrabbasso e un sassofono ti strappano via per riportarti dinanzi al frontone della settecentesca chiesa, su frequenze più terrestri ed attuali. Sui ciottoli della salita che conduce in cima alla Collina di Atena e al Duomo, sotto le finestre delle case dei contadini, una soprano ti invita alla mestizia e alla speranza di giorni migliori. E se sei di gusti forti arrivano i tammurinari a romperti i timpani con la Diana di San Calò e non comprendi più dove comincia il sacro e dove finisce il profano, ma poco importa, sai di certo che è una bella serata quella che stai vivendo con gli artisti agrigentini nel cuore del vecchio Rabato, il quartiere arabo della tua Girgenti. Nei quattro angoli di piazza Santa Croce ascolti poi le letture delle novelle di Pirandello, che raccontano di uomini e donne passati per queste strade in altri tempi. Ascolti poi i ricordi degli storici locali che hanno descritto la vita della gente anche con ironia, ma sempre con rispetto. E finita la serata tutti a mangiare ceci in brodo, pani “cunzatu” e vino a volontà, tutto biologico, perché la vita in una serata come questa non ammette adulterazioni. Così è andata, nella piazza Santa Croce, la manifestazione “Luci al Rabato”, voluta da un pugno di amici, operatori culturali, artisti, mamme e giovani precari che condividono insieme una speranza: ridare vita a luoghi della memoria che il tempo non vuole cancellare, ma chi avrebbe dovuto custodire ha invece dimenticato e abbandonato. Un esempio, la serata svoltasi dinanzi alla bella Chiesa di Santa Croce, di come ad Agrigento esiste ancora un’esperienza comunitaria, una società civile che sa riappropriarsi dei suoi spazi e valorizzarli semplicemente per viverli in pienezza e con il massimo gusto dello stare insieme, del condividere ciò che è bello, senza scopi di lucro, senza interessi strani. Alla fine tutto è stato smontato dai volontari: i palchi, le luci, le apparecchiature. Ma quelle pietre una volta tanto hanno rivisto pagine di storia e di arte che avevano dimenticato e dal cuore della gente che ha vissuto queste ore della sera a Santa Croce nessuno può “smontare”, strappare una nostalgia e forse anche un proposito: l’impegno a ridare bellezza ai luoghi dei padri, perché la bellezza è lo splendore della verità e la verità abita i vicoli e i campanili, oggi, ad Agrigento, più che i palazzi del potere e i salotti dei benpensanti. Metti una sera al Rabato e trovi il cuore vero di Girgenti e dei suoi figli.

venerdì 19 febbraio 2010

Fanghi di Porto Empedocle offresi

Fanghi di Porto Empedocle offresi. Con l’escavazione dei fondali del porto di Porto Empedocle tonnellate di sabbia arricchita dalle peggiori porcherie da decenni scaricate dalle navi attraccate al porto empedoclino potrebbero essere presto messe a disposizione dall’assessorato regionale territorio ed ambiente, diretto dall’agrigentino Roberto Di Mauro. I comuni agrigentini che si affacciano sul mare e la capitaneria di porto sono stati invitati a Palermo per discutere sull’opportunità di trasportare la sabbia empedoclina sulle proprie spiagge per il ripascimento della costa o per altre salutari operazioni. Il prossimo 24 febbraio infatti a Palermo si svolgerà una conferenza di servizio con il seguente ordine del giorno: “riutilizzo dei sedimenti provenienti dalle operazioni di escavazione dei fondali del porto di Porto Empedocle da effettuarsi nell’ambito dei lavori di un terminale di ricezione e rigassificazione di GNL “. Insomma il rigassificatore non ha ancora visto la luce, non è stata messa neppure la prima pietra e già inquina le nostre coste. I sedimenti da riutilizzare infatti essendo quelli del nostro porto empedoclino non potranno che essere peggiori del tratto di mare inquinatissimo su cui sorge. Così Porto Empedocle si disfa di sabbia inquinata e la regala agli altri comuni del litorale e tutto questo con la benedizione della Regione e dell’Enel. Al Comune del Sindaco Firetto vanno i milioni delle misure compensative, mentre a tutti noi arriva il fangoso terriccio inquinato che verrà prodotto dalla escavazione portuale. In regione hanno fatto bene i conti: portare in discariche autorizzate per rifiuti speciali tanto materiale costerebbe molto, scaricarlo sulle nostre spiagge sarà economico e verrà fatto passare come generoso ripascimento delle spiagge dove l’ampiezza è ridotta. Che fortuna per alcuni di noi sdraiare le chiappe sulla sabbia più puzzolente della nostra costa ed ammirare accanto alla grazia dei Templi l’imponente profilo del rigassificatore segno delle tangibile delle “magnifiche sorti e progressive” della città di Empedocle !
Elio Di Bella

lunedì 19 gennaio 2009

agrigento: Accade nelle scuole.L'intervento è perfettamente riuscito, ma il paziente è deceduto.

“L’intervento è perfettamente riuscito, ma il paziente è deceduto”. Questa freddura ci è venuta in mente leggendo la recente dichiarazione dell’assessore comunale alla pubblica istruzione Enza Ierna: “abbiamo realizzato dal marzo del 2008 ad oggi nelle scuole 787 interventi di manutenzione. Nelle scuole del quarto circolo siamo intervenuti ben 49 volte”. Il quarto circolo didattico di Agrigento comprende la scuola elementare “Fava”, quella in cui, dopo una notte di pioggia, buia e tempestosa, sono crollati di schianto i pannelli di cartongesso del controsoffitto di alcune aule, del corridoio e della sala mensa. Questo è avvenuto dopo uno dei 49 interventi di manutenzione perfettamente riusciti. Un intervento così impeccabile che ha lasciato le caditoie pluviali otturate, così che l’acqua piovana non ha trovato alcuna via per lasciare il lastrico solare e riversarsi fuori. E’ ristagnata pacificamente, ha avuto tutto il tempo di penetrare senza trovare resistenza nel tetto ben poco impermeabilizzato ed ha raggiunto il controsoffitto e… PATATRAC: i pannelli son venuti giù che era una bellezza. Intervento perfettamente riuscito. Non c’è stato alcun ferito. E quindi il Sindaco, il vice Sindaco, l’assessore e compagnia bella si sono meravigliati che un cedimento non strutturale, ma di “pochi pannelli di polistirolo” (sic!) abbia suscitato così tanto clamore. Non è morto nessuno, alla fin fine. Non c’è stato bisogno di proclamare il lutto cittadino. In fondo il tetto della scuola ha retto e quindi gli interventi sono stati efficaci. Pensate: i crolli sono avvenuti quando i bambini erano a casa per la Befana e non a scuola. Non è stato neppure necessario verificare come funziona l’addestramento antiterrremoto o in caso di frana. Quasi, quasi lo rifacciamo e vediamo un po’ come si comportano i pargoli presi dal panico per la caduta di un po’ di cartongesso sulla testa. Forse prenderanno i pezzetti da un metro quadrato di cartongesso per coriandoli con cui giocherellare. "Il miracolo della Befana", qualcuno l’ha definito e la vecchietta è stata proposta alla carica di assessore nel nuovo rimpasto della giunta Zambuto.
I bambini sono stati trasferiti nel plesso centrale del quarto circolo “ Di Giovanni”. Per un paio di giorni hanno trovato posto nell’aula magna. Ma c’era molto freddo, perché in questa scuola l’impianto di riscaldamento non c’è. Anche qui gli interventi del Comune sono stati sempre davvero straordinariamente efficaci. Da settembre l’assessore comunale ai lavori pubblici mi dice che c’è un progetto e ci sono ben 180 mila euro per dotare la scuola di un impianto di riscaldamento e per rifare la palestra. Ma perché iniziare i lavori ad ottobre ? da noi c’è ancora caldo. A novembre ? non è neppure finito l’autunno ! dicembre ? Ma ci sono appena quindici giorni di scuola. A gennaio ? Ci hanno detto che il 15 gennaio hanno finalmente concluso la gara per assegnare l’appalto. Per completare i lavori occorreranno alcuni mesi. Arriveremo quindi in primavera e del riscaldamento non ci sarà più bisogno per quest’anno, con grande risparmio per le casse comunali.
L’impianto di riscaldamento invece c’è a Monserrato, nella scuola media Quasimodo, plesso distaccato. La stessa bidella che trovate all’ingresso può mostrarvelo. L’impianto va in giro sul soffitto di tutto il corridoio e anche nella palestra coperta. Ma non ha mai funzionato. Il Comune quando ha costruito la scuola (dieci anni fa) ha “dimenticato” di agganciare l’impianto ad una caldaia. Ma per il resto l’intervento di realizzazione dell’impianto è assolutamente impeccabile.
Come perfetta è stata la “sanificazione” delle vasche della scuola Manatthan al Villaggio Peruzzo e delle altre vasche della scuola dell’infanzia del quarto circolo che si riempiono grazie alla stessa cisterna. Le vasche vennero ripulite la scorsa primavera perché l’Asl denunciò la presenza di agenti inquinanti. Le analisi dicevano: qui l’acqua è inquinata, urgono provvedimenti. Il Comune ha mandato gli operai in questa struttura scolastica per mettere a posto la cosa (la Manatthan, diciamo per la cronaca, è diretta dall’assessore alla pubblica istruzione, Enza Ierna). I lavori per mettere in sicurezza i recipienti e l’intero sistema idraulico sono perfettamente riusciti. L’Asl però è tornata con le provette: l’acqua è ancora inquinata. Il problema nella scuola dell’assessore alla pubblica istruzione va avanti da mesi, anzi ormai da quasi un anno. I bambini non possono aprire i rubinetti e devono portare da casa la salviettine umidificate e igienizzate. I più contenti sono i commercianti che vendono centinaia di confezioni di fazzolettini. Sempre nella scuola dell’assessore Ierna, all’esterno ci sono un giardinetto rustico e un cortile. Qualche mese fa l’assessore convocò un po’ di dirigenti e di scolari per lanciare un bel progetto: affidare i giardinetti della città alle scuole. Prendersi cura di un pezzetto di verde della città. Splendida iniziativa: peccato però che il giardinetto della sua scuola vada alla deriva, insieme al pavimento del cortile, che è sconnesso. Le maestre così non vi portano i bambini a giocare, anche perché non potendo usare l’acqua inquinata, non potrebbero poi consigliare ai bambini di andare in bagno a lavarsi le manine. Ci vorrebbero tante bacchettate sulle manine a chi so io, per come vengono trattati in questa città i nostri bambini.

sabato 15 novembre 2008

agrigento: Zambuto messo in croce da Crocetta. Ha perso una importante partita politica


Il dissesto non è stato ancora dichiarato ed ha già fatto una vittima: Marco Zambuto. Aveva tolto a Crocetta Maida l'incarico di ragioniere capo del Comune perchè la temeraria intendeva dire a tutti che il Re è nudo.Intendeva dire cioè che siamo al dissesto. Adesso il Tribunale di Agrigento ha messo in croce Zambuto: ha dichiarato che la sua decisione di cacciare Crocetta è assolutamente illegittima e il Sindaco dovrà anche pagare le spese processuale. Ma Zambuto non è il solo che esce sconfitto dalla decisione del giudice del lavoro. Fango cade a pezzi su sindacalisti,i garantisti, sulla pseudo opposizione di centro-sinistra. Nessuno ha alzato un dito in questa città per difendere una dirigente rimossa da un giorno all'altro e attaccata con livore sulle tv e in vari convegni. Nè i paladini della legalità che strombazzano in tv per difendere persino le tartarughe marine, nè i Sindacalisti che fanno vertenze per difendere persino i più evidenti fannulloni, nè garantisti che in genere si stracciano le vesti per difendere chi viene accusato prima di essere processato. Tutti hanno vergognosamente taciuto. In consiglio comunale, nè il presidente Callari sempre pronto ad esprimere solidarietà a tutti, nè un solo consigliere ha fatto una sola interpellanza per chiedere spiegazioni in una sede ufficiale dell'ordinanza con cui la Maida veniva rimossa.Hanno evitato di farne un caso politico. Come se la Maida fosse stata cacciata per avere compiuto qualche vergognoso atto da mettere a tacere. Eppure era stato rimosso il dirigente più importante del Comune di Agrigento. Un vergognoso silenzio è calato su questa inattesa ordinanza sindacale.Hamel, Galvano e Lauricella che ci inondano ogni giorno di comunicati stampa su ogni questione, non hanno scritto un solo rigo per chiedere conto e ragione di quanto stava avvenendo ed esprimere compiacimento o deplorare q o stigmatizzare almeno il modo con cui questo è avvenuto: un Sindaco che, non in consiglio comunale, organismo politico per eccelenza, ma in una Tv privata alza la voce contro una dipendente del Comune, la condanna senza appello. "Remava contro l'amministrazione", ha detto. E' finito il rapporto fiduciario, ha aggiunto. Sapesse da quanto tempo è finito il rapporto fiduciario tra la città e il suo Sindaco ! Se potessimo andare tutti a dirlo in Tv come lui l'ha detto alla Maida, sapesse quante ne sentirebbe di gente che ha perso la fiducia! Crocetta Maida voleva fare quello che per il ruolo per il quale era stata nominata sentiva, credeva fosse necessario fare, perchè è un funzionario comunale e non politico. Non ha interessi di bottega da difendere, ma ha delle carte che cantano. E queste carte sono chiare perchè riportano nero su bianco cifre, non chiacchere. Crocetta Maida ogni giorno ha visto che quelle cifre imponevano di parlare chiaro, perchè coprire la verità non poteva più. Quando i nodi sarebbero arrivati al pettine, avrebbe pagato anche lei, sarebbe stata accusata di non avere detto con chiarezza come stanno le cose. E la Maida una mattina deve essere andata dal Sindaco, dopo che tante altre volte aveva fatto le sue chiare osservazioni sull'andamento del bilancio. Deve essere andata molto probabilmente a dirgli che non aveva altra scelta che dichiarare il dissesto finanziario. Questo deve essere accaduto e a lui,al Sindaco del coraggio di cambiare, devono essere tremati i polsi. Non vuole essere ricordato come il Sindaco del dissesto. Ci sono le elezioni europee alle porte. Per questo, pensiamo, probabilmente, prima che la dirigente si mettese al computer a scrivere la sua verità, Zambuto l'ha cacciata. Ma adesso un giudice ha detto che Crocetta Maida deve tornare a quella scrivania e deve starci finchè la legge lo impone, cioè almeno sino al 31 dicembre. In solitudine Crocetta ha affrontato questi giorni in cui è stata emarginata in una stanzetta al terzo piano, non ha replicato alle accuse del Sindaco.ha ingoiato la propria amarezza, attendendo paziente la vittoria. Ha fatto andare avanti la sua contestazione in Tribunale. E' stata una signora. Ha avuto quella dignità che è mancata a molti. E' mancata a quelli che da oggi le diranno che è stata brava e le faranno tanti complimenti. I vili. Si è rivolta alla giustizia e giustizia è stata fatta. Per lei e per noi. Ma oggi ha perso in questa città ancora una volta la politica con la P maiuscola. Oggi ha vinto Crocetta Maida, il coraggio di cambiare davvero.

martedì 28 ottobre 2008

agrigento:caro sindaco, perchè non metti in mora il ministero della giustizia ?

Se un cittadino non paga le tasse comunali, ad esempio gli oneri per l'urbanizzazione, riceve un sollecito, un'ingiunzione, una minaccia di pignoramento, di tutto insomma per indurlo a compiere il proprio dovere.
Le cose cambiano ad Agrigento se il Comune vanta crediti nei confronti ad esempio del Ministero della Giustizia. A Roma possono dormire sogni sereni: nessun messo comunale busserà alla porta del ministro per pregarlo di pagare almeno una parte dei debiti che il Comune di Agrigento vanta. Forse perchè il Comune è ricco e può attendere che il creditore versi il dovuto ? Tutt'altro. Il Comune non ha un soldo. Rischia il dissesto finanziario. Ad Agrigento oggi non si parlerebbe di dissesto, i fornitori verrebbero pagati, se il Ministero della Giustizia staccasse un assegno di almeno sei milioni per ripianare il debito che ha con il Comune di Agrigento. Ma Zambuto ha il coraggio di mettere in mora il ministero oggi guidato da Angelino Alfano ? IL sindaco del coraggio di cambiare, ce l'ha questo coraggio ? Sembra di no, stando ai fatti. Il ministero della Giustizia ha chiesto al Comune di anticipare svariati milioni per la gestione dei servizi giudiziari presso il Tribunale agrigentino. Da oltre tre anni il Comune per conto del Ministero di Grazia e Giustizia paga la società privata di vigilanza, le cooperative che fanno le pulizie, i lavori di manuntenzione, l'assicurazione per gli ascensori, la fornitura di energia elettrica, il servizio di telefonia, ecc. Il ministero dovrebbe ogni anno rimborsare queste spese. Da tre anni il Comune non riceve un centesimo da Roma. Vanta crediti di svariati milioni dal 2005, saranno almeno otto il prossimo 31 dicembre. Se questi soldi arrivassero, capite bene che sarebbe una bella boccata d'ossigeno per le casse comunali, che i revisori dei conti attestano sono a secco. Tanto che neppure i revisori hanno finora preso un solo centesimo pur avendo presentato la parcella da diversi mesi. Ma lasciamo stare i revisori. La società che cura la vigilanza per diversi mesi non ha potuto pagare i propri dipendenti perchè il Comune non provvede a sua volta pagare la società per la fornitura di tale servizio. Ultimamamente, come è noto, pure la telecom aveva deciso di tagliare le linee perchè il Comune non paga le telefonate che magistrati, segretarie, impiegati fanno dai telefoni del palazzo di giustizia. Il Sindaco anzicchè andare a fare la voce grossa a Roma per farsi dare i denari necessari per pagare questi conti, è andato a pregare i dirigenti locali della telecom di non sospendere questo essenziale servizio. E la Telecom ha avuto pietà. Ma perchè Zambuto non mette in mora il Ministero della Giustizia. Perchè non minaccia di pignorare i beni di questo cattivo pagatore ? Perchè ci si accanisce tanto contro la vecchietta che non paga la tassa per lo scalino che sta dinanzi all'ingresso della modesta casetta del centro storico e si è così pavidi nei confronti dei poteri romani, da cui si attendono da tre anni svariati milioni di euro ? Caro Sindaco, il coraggio di cambiare ? ma quale coraggio ? Ma smettiamola.

martedì 14 ottobre 2008

agrigento:acqua: ci sarà un giudice ad agrigento !....


Ci sarà pure un giudice ad Agrigento. Un giudice che vuole fare giustizia sul problema dell'acqua che non c'è. Che non crede alle fesserie sugli invasi vuoti e il cielo che non ci aiuta. Quando gli invasi erano strapieni e nevicava pure sulle nostre montagne, d'estate l'acqua arrivava ? I turni erano frequenti ? Milano aveva il problema delle mazzette ed è nato un pool di magistrati che si è occupato a lungo di tangentopoli, facendo una rivoluzione. A Palermo Falcone e Borsellino hanno messo su un pool contro la mafia ed è nata l'antimafia. Ad Agrigento chiediamo un pool di magistrati che si occupi del benessere di un'intera provincia assetata. Volete vedere che esattamente dal giorno dopo che questo pool comincerà i suoi lavori l'acqua arriverà ogni giorno ? Sì, ogni giorno, come nei giorni del commissario Scialabba.
Un pool che ci dica come mai l'acqua che arriva è di colore giallo.
Come mai in alcuni quartieri i turni sono più brevi e in altri più lunghi.
Come mai la Girgenti Acque è stata l'unica impresa che ha deciso di concorrere per un appalto di 600 milioni in una provincia dove tutte le imprese si scannano per vincere appalti dieci volte inferiori.
Come mai la Girgenti Acque non applica il vecchio regolamento del Comune sul servizio idrico come stabilisce l'articolo 24 di una legge regionale che i vertici di questa impresa conoscono bene.
Come mai al call center della Girgenti Acque rispondono raramente
Come mai se arrivi davanti il portone della Girgenti Acque per sapere quando l'acqua arriverà nel tuo quartiere, potresti anche trovare un metronotte che sostiene che non puoi entrare a formulare queste domande.
Come mai la Girgenti Acque fa contratti nuovi che costano quasi tre volte più di quanto costavano l'anno scorso quando il servizio era ancora di competenza del Comune.
Come mai la Girgenti Acque non fa volture e ti costringe a fare nuovi costosissimi contratti.
Come mai alla Girgenti Acque ci sono impiegati comunali pagati quindi dal Comune di Agrigento perchè comandati o distaccati presso quegli uffici ? e come mai non è la Girgenti Acque a pagare i loro stipendi ?
Come mai la commissione speciale del consiglio comunale di Agrigento da un anno non riesce a riunirsi per mancamza di numero legale.
Come mai molti comuni che fanno parte dell'Ato non hanno ancora consegnato alla Girgenti Acque la rete idrica, dando all'impresa il pretesto per dire che il servizio non funziona per le inadempienze dei comuni soci.
Come mai non vengono resi noti sui giornali i soci azionisti della Girgenti Acque e i bilanci della società, come fanno tante aziende
Come mai il Sindaco di Agrigento non ha provato a fare qualcosa per evitare questo nuovo aumento del 55 per cento della tassa sul servizio idrico.
Come mai era stato detto che era assolutamente necessario affidare al più presto l'appalto alla Girgenti Acque altrimenti si sarebbero persi centinaia di milioni di euro destinati dalla Regione al Comune di Agrigento per il rifacimento della rete idrica, ed invece è passato quasi un anno e questi soldi non arrivano ancora ?
Come mai era stato detto che con il dissalatore a Porto Empedocle avremmo risolto tutti i nostri guai ed invece quest'estate abbiamo avuto turni ancora più lunghi ?
Come mai questo dannato dissalatore di Gela si rompe così di frequente, mentre in tutto il mondo i dissalatori si rompono raramente e perchè, se si rompe così spesso, non lo cambiano ?
Come mai in questa città ci sono tanti giudici che ogni giorno aprono i giornali, vedono le televisioni, abitano in palazzine dove l'acqua manca o comunque sentono dai loro amici e parenti che non arriva un goccia d'acqua da due settimane e non fanno nulla, non aprono un'inchiesta, non procedono d'ufficio, visto che la cosa dura da decenni ?
Tante altre domande ancora avremmo da avanzare. E se i nostri lettori ci suggeriranno altri quesiti, li aggiungeremo. Inutile invece chiedere spiegazioni ai politici. Ci hanno sempre presi in giro. Sulla mancanza d'acqua ad Agrigento hanno costruito le loro campagne elettorali e alcuni anche la propria fortuna. No,non ci occorre un politico.Neppure un ministro della giustizia. Occorre un giudice.
Ci sarà un giudice ad Agrigento !

domenica 12 ottobre 2008

agrigento:asl:la telefonista pagata come una colf.

In fila in tanti per prenotare una visita al poliambulatorio di via Esseneto. Trovi solo due impiegati dietro la vetrata. Un servizio che apre solo di mattina, da lunedì al venerdì. Lunga attesa per essere poi anche costretti a rinunciare alla prenotazione. Se ieri infatti hai prenotato una visita di endocrinologia, ti avranno detto che potrai fare le vacanze di Natale tranquillamente perché non potrai entrare in ambulatorio prima dell’otto gennaio. Ma a molti è andata anche peggio perché, dopo aver a lungo atteso, non hanno potuto fare alcuna prenotazione. “Il computer si è bloccato”, annuncia intorno alle 9.30 un’impiegata. “Capita spesso il venerdì mattina. Resettano i computer”, precisa. La dirigente del servizio, Di Giacomo, conferma le difficoltà: “Non capita proprio ogni venerdì, ma in effetti talvolta abbiamo qualche problema col sistema informatico e le lamentele degli utenti sono inevitabili”. Ti informano che comunque un’alternativa ci sarebbe: telefona al call center. Componi allora il numero verde 800589444. La primavera di Vivaldi allieterà i tuoi numerosi quanto inutili tentativi di parlare con l’operatrice. Dopo una buona mezz’ora finalmente però riesci a parlare con qualcuno. Ma il tentativo è stato inutile perché neppure al call center possono prenotarti la visita e avevano difficoltà a rispondere alle chiamate perché il sistema era in tilt. La cosa non ci soddisfa, così ci rechiamo direttamente nella sede del call center. Recenti film ci hanno abituati a credere che un call center si trovi in un ampio locale con decine di gentili operatrici al telefono. L’impressione è invece deludente. Il call center dell’Asl di Agrigento si trova in una stanza di cinquanta metri quadrati occupata da quattro scrivanie. C’erano ieri mattina al lavoro quattro operatrici. Dovrebbero essercene sei ma una è in maternità e un’altra in congedo. In quattro dovrebbero rispondere alle telefonate che arrivano da mezza provincia. Il servizio infatti serve 220 mila utenti. Queste ragazze lavorano grazie ad un contratto quinquennale dalle otto alle quattordici. Per venti ore ogni settimana stanno al telefono (non abbiamo capito se le cuffie per l’ascolto ce le hanno o no. E’ rimasto un mistero) e ricevono 730 euro al mese. Lavorano quindi ottanta ora e prendono meno di dieci euro all’ora. Poco più del compenso che oggi ad Agrigento una famiglia da ad una governante per le pulizie di casa. Il dirigente Salvo Castellano ci ha spiegato che il personale che si occupa del servizio prenotazioni è ridotto perché le risorse a disposizione dell’azienda sono poche e allo stato attuale non è previsto un aumento dell’organico. “Faremo in modo che il personale, quando si verificherà un blocco momentaneo, certifichi comunque la richiesta di prenotazione su un apposito registro e successivamente la riporti nel sistema informatico, in modo da limitare i disagi”.

mercoledì 1 ottobre 2008

agrigento: la kolymbetra,il giardino della Valle dei Templi, è dello Stato






Dopo vent'anni finalmente si è concluso il braccio di ferro tra la sovrintendenza e i privati che detenevano gli ultimi ettari del giardino della Kolymbetra, il suggestivo paradiso verde della Valle dei Templi di Agrigento decantato dagli antichi greci e da tanti illustri viaggiatori sino al Settecento. Con gli espropri delle contrade San Marco e San Nicola, infatti, finalmente, anche i terreni della Kolymbetra che si estendono sotto il costone roccioso su cui si erge il tempio di Vulcano (vedi nella foto l'area indicata dal signor lo pilato) lo scorso giugno sono stati demanializzati. La notizia è stata resa nota nel corso delle giornate europee del patrimonio dal locale responsabile del Fai (fondo italiano per l’ambiente) di Agrigento, Giuseppe Lo Pilato (nella foto). la Regione Siciliana ha affidato al Fai per venticinque anni il giardino della Valle dei templi. L’intera area della Kolimbetra si estende per cinque ettari, ma sino a pochi mesi fa appartenevano allo Stato solo poco meno di tre ettari, quelli confinanti con il tempio dei Dioscuri e con l'area delle divinità ctonie. Finalmente con la conclusione del complesso iter burocratico per l’acquisizione anche gli altri due ettari, quelli racchiusi tra due pareti di calcarenite e confinanti con il tempio di Vulcano e il torrente che attraversa il giardino, adesso appartengono al demanio pubblico. “Ci sono alla base di questo costone su cui poggia il tempio di Vulcano sette dei diciotto ipogei che rifornivano il Giardino della Kolimbetra. L’intero impianto idraulico è stato realizzato duemila cinquecento anni fa dall’ingegnere Feace per quella che gli antici storici greci definivano la piscina degli dei”, dice Peppe Lo Pilato. Fino adesso solo undici dei diciotto ipogei erano stati espropriati. I restanti sette ipogei demanializzati solo dallo scorso giugno sono però attualmente ricoperti dalla vegetazione e i privati li sfruttavano per irrigare i campi, soprattutto agrumeti e uliveti. “Adesso che anche quest’area della Kolimbetra con i restanti sette ipogei, appartiene allo Stato, noi del Fai presenteremo un progetto per favorire la conoscenza e la fruizione turistica e culturale anche di questa parte davvero suggestiva del giardino”, aggiunge Lo Pilato. Si apre quindi un nuovo capitolo per questo piccolo angolo di paradiso del paesaggio storico agrigentino. La Kolymbetra è un utentico gioiello archeologico e agricolo (vedi prima foto). E' tornato alla luce dopo decenni di abbandono. Denominata dagli antichi Greci Piscina degli Dei, ricopre quella che un tempo si riteneva fosse la superficie di una grande piscina. Anche nel I secolo a.C., Diodoro Siculo ne parla come di “una grande vasca - vivaio di ricercata flora e abbondante fauna acquatica”, con cigni, papere e uccelli rari, nella quale si gettavano le acque di una serie di acquedotti. Tra essi i cosiddetti ipogei, condotti sotterranei che, ancora oggi, congiungono la collina alla Valle dei Templi e che, probabilmente, costituivano il sistema delle acque dell’antica Akragas. Abbandonata per molti anni, la Kolymbetra grazie al Fai è tornata ad essere il vero “giardino” della Valle dei Templi, tra agrumi ricchi e profumati, panchine in legno, sentieri che seguono il corso del ruscelletto, gli stessi odori di zagara.Sempre più numerosi sono i turisti che visitano il giardino e ne apprezzano la bellezza (vedi foto)