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martedì 8 novembre 2011
Agrigento. Zambuto e la palude della politica.
L’acqua è torbida ? No, di più: lurida, fetida, maleodorante. Così si presenta la situazione politica ad Agrigento. Poco più di quattro anni fa gli elettori vennero ingannati dalla promessa di Marco Zambuto di dare una spallata alle logiche politiche legate ai potenti che hanno fatto di Agrigento terra di conquista per l’affermazione di clientele che nel tempo hanno stritolato l’economia e il tessuto sociale. Persino Lillo Miccichè, ex deputato regionale verde (oggi segretario provinciale di Sel), che ben conosce la vita politica agrigentina, per qualche tempo diede credito al giovane avvocato; ma prestissimo di rese conto che il legame tra Zambuto e Cuffaro, ad esempio, era rimasto intatto. Lillo si dimise da assessore e molti di noi allora non comprendemmo. Pochi mesi dopo ci ravvedemmo: Zambuto andò a Roma e si legò a Berlusconi. Consegnava la città a ciò che di peggio andava maturando in Italia. Il Sindaco disse che per salvare Agrigento occorreva avere i favori del governo nazionale e regionale. Non passerà molto tempo e dovrà denunciare in diverse conferenze stampa l’assoluta solitudine in cui veniva lasciato ogni volta che recandosi a Roma o a Palermo chiedeva interventi ordinario o straordinari per la città. I deputati nazionali e regionali al potere lo snobbavano. Per primo il ministro Alfano, che gli negò anche i contributi per pagare i servizi che il Comune garantiva ( e garantisce) a proprie spese per il funzionamento del Tribunale. In quell’acqua divenuta torbida cominciarono a trovarsi a proprio agio persino alcuni politici locali che hanno tentato di risalire la china, dopo decenni di insuccessi. Accade così che il consigliere comunale Giuseppe Arnone, dopo avere più volte preso le distanze dal Sindaco in carica, dall’estate del 2008 e per almeno un anno e mezzo ha più volte esaltato la personalità e le capacità politico-amministrative di Zambuto, fino a parlare in sua vece in molte circostanze, sostenendo che lui (Arnone) stava amministrando la cosa pubblica al pari e insieme al Sindaco eletto. Le acque si fanno sempre più torbide. Di recente, come è noto, per ragioni assolutamente oscure (legate più al personaggio che alla logica), l’esponente di Legambiente ha capovolto la sua posizione politica, trattando anche con asprezza il Sindaco, sino a suggerirgli di concedersi un periodo di riposo. Questi trasformismi sono stati la nota costante anche della vita del consiglio comunale: la stragrande maggioranza dei consiglieri eletti dal popolo nel 2007 erano in liste elettorali di partiti assolutamente diversi da quelli a cui oggi aderiscono: un giovane socialista è presto passato al Pdl; un esponente dell’Udc è transitato nel Pdl e di recente è tornato a militare nell’Udc, un consigliere eletto nel Pd presto ha cambiato casacca e adesso neppure lui sa bene in quale area politica si trova; un altro dal Pd è passato a Sel; in una notte di mezza estate tutti i consiglieri comunali dell’Udc, dopo avere baciato per anni le gote di Totò Cuffaro, sono passati tutti insieme del Pid, per non venire trascinati nelle disavventure dell’ex governatore; alcuni dal Pdl hanno aderito a Forza del Sud di Cimino. E altri casi ancora ci sarebbero da citare per descrivere questi vergognosi tradimenti, ma la cosa ci da un senso di ribrezzo. Non solo il Sindaco (eletto grazie ad una coalizione di centro-sinistra, è passato poi a quella di centro – destra e ora è tornato nell’Udc) ha tradito il proprio elettorato, ma anche tutti costoro. L’acqua è diventata ad Agrigento fetida per la mancanza di dignità e di coerenza morale e politica di così tanti amministratori. E non entriamo nel merito di indagini della magistratura, che, se avranno esito nefasto per gli indagati, politici e dirigenti, renderanno ancora più vomitevole la condizione in cui questa città è stata trascinata dall’attuale classe di amministratori. Condizione che sotto ogni punto di vista intanto è peggiorata, sino al punto di trovarsi oggi senza bilancio perché quegli stessi consiglieri comunali che hanno approvato i precedenti documenti finanziari portati in aula dalla giunta, solo oggi hanno scoperto che vanno rivisti. In realtà in bilancio attualmente all’esame del commissario regionale non presenta caratteristiche diverse da quelli precedenti, sono solo cambiati gli ordini dei loro referenti politici (o padroni ?) : il Pdl e altre forze politiche, dopo il passaggio di Zambuto all’Udc, hanno le mani libere e sono in campagna elettorale. Adesso hanno interesse a mettere in difficoltà il giovane avvocato, già bacchettato da Angelino Alfano e Bosco. Queste le ragioni e non altre, dando ancora una volta dimostrazione di come si sia ben lontani dalla ricerca del bene della città. Il bene della città ? E’ la vera vittima, annegata nel fetido mare della politica agrigentina. Il risultato è ben visibile, sotto gli occhi di tutti e non abbiamo bisogno di descriverlo agli agrigentini che sanno che l’amministrazione comunale in carica in questi anni si è rivelata incapace persino di trovare una soluzione per il traffico nel quadrivio Spina Santa. Per cui, si spiegano tutte le difficoltà incontrate per rimuovere le macerie di Palazzo Lo Jacono e tutto il resto che fa andare alla malora ogni giorno di più Agrigento. Inutile dilungarci nel descrivere tutti i mali che la fetida politica agrigentina di questi anni ha solo aggravato, perseguendo gli interessi clientelari di sempre, a danno di noi tutti, ingannati quattro anni fa da una speranza e oggi ancor più disillusi di prima. Chi darà mai, dopo l’esperienza bruciante fatta con Zambuto, credito a un altro Sindaco che dovesse tornare a a parlarci del coraggio di cambiare ? Ma da questo mare melmoso in cui è stata sommersa la città dall’attuale amministrazione e da gran parte del consiglio comunale, occorre comunque salvarsi e nella società civile agrigentina esistono esperienze nuove a cui guardiamo e da cui speriamo di non essere traditi.
martedì 2 settembre 2008
agrigento: zambuto ed arnone: l'alleanza della cacca
Ormai tutti la chiamano l'alleanza della cacca. Chi l'avrebbe mai detto che sarebbe stata la nostra cacca quotidiana a mettere d'accordo Zambuto ed Arnone ? Eppure è così. Arnone è entusiasta di questo Sindaco che ha deciso abolire i pennelli che scaricano a mare la nostra cacca e trasferire i reflui fognanti nel depuratore di Sant'Anna. "SOSTERREMO E SAREMO IN PRIMA FILA ASSIEME A ZAMBUTO IN QUESTA BATTAGLIA DI CIVILTA’", dichiara Arnone. Lui in prima fila accanto al Sindaco? Ma fino a poco tempo fa non aveva detto che era pentito d'avere contribuito alla sua elezione ? Sembra che Arnone stia già stampando i manifesti da affiggere per tutta la città (anche nei gabinetti pubblici ? ) per lodare l'azione del Sindaco per la purificazione della nostra cacca. Forse sarà possibile acquistarli per metterli nel bagno di casa. Potrebbero costituire, infatti, un grande esempio di come sforzandosi, con un pò di buona volontà, si possono ottenenere grandi risultati. Grazie a questo annuncio, dunque, vengono evacuati antichi rancori e si respira una nuova profumata aria di pace e di amicizia tra Arnone e Zambuto. E i manifesti arnoniani dell'anno scorso, quelli col pupo e il puparo, che fine faranno ? Finiranno nel water come carta igienica e verranno depurati dal benedetto depuratore di Sant'Anna a sancire la nuova alleanza ? Arnone con lo spazzolone ambientalista avrà già ripulito tutte le incrostazioni che prima creavano tanta ruggine e lo opponevano a Zambuto ? Adesso anche tutte le vecchie accuse contro Marco sono state sciolte nell'acido e grazie allo sciacquone sono state scaricate nelle fogne. Nel gabinetto del Sindaco presto, forse, vedremo Arnone e Zambuto sedere insieme e stabilire quali sforzi fare affinchè la stitica politica agrigentina si dia finalmente una mossa.La nuova alleanza potrebbe fornirci il concime migliore per far fiorire sul difficile terreno della vita politica agrigentina straordinari risultati.
mercoledì 18 giugno 2008
agrigento: elezioni provinciali: grazie Arnone. Noi tutti perdenti ti amiamo
"Tra i candidati del centrosinistra Giuseppe Arnone è risultato il più votato nella città di Agrigento ed ha ottenuto nel collegio più grande, cioè quello di Agrigento, Raffadali, Porto Empedocle, ecc. ecc.., l’identico risultato del candidato del PD: Arnone e Vivacqua, infatti, hanno ottenuto entrambi il 14,51% dei consensi, con 8.680 voti a testa.
In numerosi Comuni Arnone è riuscito ad ottenere più voti delle liste del PD ed anche nel risultato complessivo l’ambientalista agrigentino, da solo, senza liste a sostegno della sua candidatura e quindi privo di qualsiasi effetto-trascinamento, ha ottenuto più consensi della coalizione di partiti della sinistra che sosteneva Renato Bruno".
Con questa introduzione Arnone ha presentato una conferenza stampa che ha organizzato per stamattina, ma a cui non ho potuto partecipare perchè impegnato a fare il commissario agli esami di Stato.
Ci tengo però a dire che da buon interista condivido perfettamente il ragionamento di Arnone. E sottolineo da buon interista
Infatti anch'io nel 2002 dicevo che avremmo vinto quell'anno lo scudetto. Era certissimo. Impossibile perdere l'ultima partita con la Lazio e il primato. Tutti i sondaggi ci davano vincitori e persino gli scommettitori. Eravamo i più forti. Non c'era partita.Poi successe il famoso 5 maggio e finimmo invece al terzo posto. Ma cavolo, volete mettere la soddisfazione di avere fatto più punti della Sampdoria quell'anno ? Di avere alla fine in classifica più del doppio dei punti del Lecce ? E poi avevamo anche realizzato più del triplo dei gol del Piacenza. Corbezzoli, queste sì che sono le soddisfazioni della vita! Meglio di vincere un campionato. E certe volte ancora penso: si è vero sono basso di statura, ma nel paese dei pigmei sono il più alto. Che soddisfazione! Grazie Arnone, se non ci fosssi tu, a spiegarci come bisogna fare i conti, tutti noi perdenti saremmo dei disperati.
giovedì 15 maggio 2008
agrigento: Arnone sta con Machiavelli ?

Da qualche tempo mi chiedo: con chi sta Peppe Arnone ? Oggi durante la conferenza stampa indetta per spiegare ancora una volta la sua decisione di candidarsi alla presidenza della provincia, ha risposto all'arcano mistero. Ha raccontato un aneddoto che riassumo:" Mia moglie, ha spiegato Arnone, la mattina del ballottaggio tra Zambuto e Camilleri per l'elezione a Sindaco, prima di andare a votare mi ha detto:ma lo sai che mi stai facendo votare per uno (cioè per Zambuto) che fra sei mesi tornerà nel centro-destra ? Ed io ho risposto: lo so. Ma adesso dobbiamo vincere questa battaglia contro il centro-destra. Poi si vedrà". Con questa storiella mi è apparso chiaro che Arnone sta senz'altro con Nicolò Machiavelli. Non si è lasciato sfuggire infatti l'occasione di usare Zambuto come mezzo per raggiugere un importante fine politico. Non ha votato Zambuto per la proposta politica che lanciava; non lo ha votato perchè convinto che avrebbe avuto il coraggio di cambiare la città e di porre Agrigento al di sopra dei partiti; conosceva già allora la storia del pupo e del puparo. Arnone ci ha confidato che ha contribuito all'elezione di Zambuto perchè rappresentava al momento un ottimo mezzo per il centro-sinistra per raggiungere proprie finalità politiche che altrimenti non sarebbe stato possibile affermare. Arnone non è certo seguace del filosofo tedesco Kant, che scrisse il famoso imperativo categorico: " Agisci in modo da trattare l'uomo così in te come negli altri sempre anche come fine, e mai solo come mezzo ". L'uomo non deve mai essere solo strumento di un'azione morale o politica. Il vero fine di ogni atto buono è l'uomo. Suggeriamo, allora, ad Arnone di porre come simbolo elettorale, nella campagna per la presidenza della provincia, il segretario fiorentino Nicolò Machiavelli e di riportare la famosa frase: il fine giustifica i mezzi.
A questo punto bisogna, però, anche voltare la frittata e riflettere sul fatto che forse Zambuto è stato allora più scaltro dell'Arnone. Visto com'è andata, alla fine la faccenda, parrebbe, piuttosto, che sia stato il giovane Marco a usare il centro-sinistra per diventare sindaco, per poi scaricare tutti i fans del centro-sinistra, che avevano fatto il tifo per lui, tornare a riabbracciare il centro-destra e realizzare i suoi veri fini politico-amministrativi. In mezzo a tutte queste questioni, comunque, una cosa è certa: è il popolo che è stato turlupinato da tutti questi giochi. Ma il popolo tornerà presto di nuovo a votare, speriamo non si farà fregare un'altra volta.
mercoledì 7 maggio 2008
agrigento:elezioni provinciali: con quale pd sta arnone ?

Ciò che sta accadendo dentro la casa del Pd agrigentino è evidente: il partito è nato senza una forte e chiara leadership. La neonata alleanza tra Ds e Margherita non ha un padre qui ad Agrigento. Quindi chi strilla di più pensa di potere imporre le proprie ragioni. C’è chi pensa di potere scavalcare tutte le regole organizzando sondaggi per imporre il proprio peso politico. Ed è chi sa che alle primarie potrebbe uscire con le ossa rotte, come è già accaduto pochissimi mesi fa. C’è chi vuole le primarie perché sa di poter organizzare il voto e far risaltare una migliore presa sul territorio. Arnone pensava di poter essere l’unico a correre per la presidenza della Provincia e sappiamo che avrebbe espresso giudizi molto discutibili su qualunque avversario. E’ infatti si è presentato subito in televisione per dire che il padre di Giandomenico Vivacqua, cioè il preside Giovanni, era una persona straordinaria, ma ha fatto un figlio che politicamente non vale molto, è stato molto assente, ha avuto scarsi consensi elettorali in occasioni precedenti, ecc.ecc. Non avrebbe detto cose diverse se ad avanzare la candidatura fossero stati Messana, o Capodicasa o Hamel, o chiunque altro, perché da sempre Arnone è stato molto critico con grandissima parte degli esponenti del centro-sinistra agrigentino. Ma denigrando gli avversari non finirà comunque per trovarseli contro, se il Pd decidesse di sceglierlo come candidato alla presidenza della Provincia ? Il fatto è che per Arnone averli contro sarebbe un motivo di vanto, perchè dimostrerebbe che lui non ha niente a che fare con questa parte del centro-sinistra, che ha sempre criticato, anche ferocemente. Il problema è che però nessuno credo ha ancora ben capito con quale parte del Pd intende fare la campagna elettorale. Non firma i comunicati stampa diffusi dai consiglieri comunali del Pd, va per i fatti suoi in mille altre circostanze senza confrontarsi con gli organismi locali del Pd, poi pretende di rappresentare tutto il partito nelle elezioni per la presidenza provinciale. E’ convinto di potere avere un consenso maggiore di qualunque altro candidato del centro-sinistra, ma a quale centro-sinistra pensa ? A quello dei sondaggi ? A quello rappresentato da Adragna ? Ma la colpa non è tutta sua. Emilio Messana dovrebbe parlare con più chiarezza. Avrebbe dovuto per esempio difendere in Tv Giandomenico Vivacqua dai giudizi espressi da Arnone, ad esempio. Ma soprattutto dovrebbe dire ad Arnone: fatti una tua lista e corri dove vuoi, perché tu non puoi rappresentare tutto il Pd. Ma il Pd agrigentino non ha un leader capace di parlare con una chiarezza simile.
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