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martedì 14 ottobre 2008

agrigento:acqua: ci sarà un giudice ad agrigento !....


Ci sarà pure un giudice ad Agrigento. Un giudice che vuole fare giustizia sul problema dell'acqua che non c'è. Che non crede alle fesserie sugli invasi vuoti e il cielo che non ci aiuta. Quando gli invasi erano strapieni e nevicava pure sulle nostre montagne, d'estate l'acqua arrivava ? I turni erano frequenti ? Milano aveva il problema delle mazzette ed è nato un pool di magistrati che si è occupato a lungo di tangentopoli, facendo una rivoluzione. A Palermo Falcone e Borsellino hanno messo su un pool contro la mafia ed è nata l'antimafia. Ad Agrigento chiediamo un pool di magistrati che si occupi del benessere di un'intera provincia assetata. Volete vedere che esattamente dal giorno dopo che questo pool comincerà i suoi lavori l'acqua arriverà ogni giorno ? Sì, ogni giorno, come nei giorni del commissario Scialabba.
Un pool che ci dica come mai l'acqua che arriva è di colore giallo.
Come mai in alcuni quartieri i turni sono più brevi e in altri più lunghi.
Come mai la Girgenti Acque è stata l'unica impresa che ha deciso di concorrere per un appalto di 600 milioni in una provincia dove tutte le imprese si scannano per vincere appalti dieci volte inferiori.
Come mai la Girgenti Acque non applica il vecchio regolamento del Comune sul servizio idrico come stabilisce l'articolo 24 di una legge regionale che i vertici di questa impresa conoscono bene.
Come mai al call center della Girgenti Acque rispondono raramente
Come mai se arrivi davanti il portone della Girgenti Acque per sapere quando l'acqua arriverà nel tuo quartiere, potresti anche trovare un metronotte che sostiene che non puoi entrare a formulare queste domande.
Come mai la Girgenti Acque fa contratti nuovi che costano quasi tre volte più di quanto costavano l'anno scorso quando il servizio era ancora di competenza del Comune.
Come mai la Girgenti Acque non fa volture e ti costringe a fare nuovi costosissimi contratti.
Come mai alla Girgenti Acque ci sono impiegati comunali pagati quindi dal Comune di Agrigento perchè comandati o distaccati presso quegli uffici ? e come mai non è la Girgenti Acque a pagare i loro stipendi ?
Come mai la commissione speciale del consiglio comunale di Agrigento da un anno non riesce a riunirsi per mancamza di numero legale.
Come mai molti comuni che fanno parte dell'Ato non hanno ancora consegnato alla Girgenti Acque la rete idrica, dando all'impresa il pretesto per dire che il servizio non funziona per le inadempienze dei comuni soci.
Come mai non vengono resi noti sui giornali i soci azionisti della Girgenti Acque e i bilanci della società, come fanno tante aziende
Come mai il Sindaco di Agrigento non ha provato a fare qualcosa per evitare questo nuovo aumento del 55 per cento della tassa sul servizio idrico.
Come mai era stato detto che era assolutamente necessario affidare al più presto l'appalto alla Girgenti Acque altrimenti si sarebbero persi centinaia di milioni di euro destinati dalla Regione al Comune di Agrigento per il rifacimento della rete idrica, ed invece è passato quasi un anno e questi soldi non arrivano ancora ?
Come mai era stato detto che con il dissalatore a Porto Empedocle avremmo risolto tutti i nostri guai ed invece quest'estate abbiamo avuto turni ancora più lunghi ?
Come mai questo dannato dissalatore di Gela si rompe così di frequente, mentre in tutto il mondo i dissalatori si rompono raramente e perchè, se si rompe così spesso, non lo cambiano ?
Come mai in questa città ci sono tanti giudici che ogni giorno aprono i giornali, vedono le televisioni, abitano in palazzine dove l'acqua manca o comunque sentono dai loro amici e parenti che non arriva un goccia d'acqua da due settimane e non fanno nulla, non aprono un'inchiesta, non procedono d'ufficio, visto che la cosa dura da decenni ?
Tante altre domande ancora avremmo da avanzare. E se i nostri lettori ci suggeriranno altri quesiti, li aggiungeremo. Inutile invece chiedere spiegazioni ai politici. Ci hanno sempre presi in giro. Sulla mancanza d'acqua ad Agrigento hanno costruito le loro campagne elettorali e alcuni anche la propria fortuna. No,non ci occorre un politico.Neppure un ministro della giustizia. Occorre un giudice.
Ci sarà un giudice ad Agrigento !

martedì 9 settembre 2008

martedì 11 marzo 2008

agrigento:acqua: il comune fa acqua da tutte le parti ? non ha lo strumento per scovare le perdite.




A Giardina Gallotti mancava l'acqua da giorni e dopo molte telefonate all'ufficio idrico, articoli sui giornali e proteste finalmente arrivano gli operai del comune e i tecnici. Dopo un sopralluogo viene accertato che in due vie della frazione diverse centinaia di persone sono senz'acqua perchè ancora una volta la fatiscente condotta idrica si è rotta. Ma dove sia il tratto da riparare i tecnici e gli operai non lo sanno perchè l'acqua non emerge in superfice. In questi casi si usa uno strumento per "l'ascolto della perdita". Uno strumento molto moderno, efficace e dunque assolutamente indispensabile per una città come Agrigento dove spesso si registrano casi di perdite d'acqua per rottura della condotta idrica. Ebbene il Comune di Agrigento ha solo un correlatore (così si chiama lo strumento che rileva le perdite)e tra l'altro ci è stato prestato dal consorzio del Voltano.Ci rendiamo conto dell'assurdita della questione? Gli operai e i tecnici tornano a Giardina con il correlatore per individuare il guasto da riparare. Ma il correlatore è guasto. All'ufficio idrico non c'è un altro correlatore da poter utilizzare. Perchè non hanno mai provveduto ad acquistarne almeno due ? Ci fanno pagare l'acqua con tariffe altissime e non spendono neppure poche decine di migliaia di euro per comprare strumenti così importanti. E' davvero grave.E' scandaloso ! Il correlatore guasto è stato mandato a riparare in una lontana località del Nord, così la gente di Giardina ha dovuto attendere diversi giorni per potere rivedere finalmente i tecnici di nuovo all'opera e con lo strumento di rilevazione riparato e perfettamente funzionante. Finalmente la perdita viene individuata, la rete riparata e l'acqua torna a scorrere dai rubinetti delle case assetate. Pensate che adesso dopo questa esperienza il Comune provvederà ad acquistare almeno due o tre correlatori? Beati voi che avete ancora conservato queste belle speranze.

lunedì 10 marzo 2008

agrigento:acqua: la telefregatura comandata


Stamattina ho parlato con l'ingegnere Mirabile,dirigente dell'ufficio idrico, che mi ha sostanzialmente confermato quanto in questi giorni ha rivelato Lillo Miccichè, ossia che abbiamo a disposizione un sistema computerizzato per la distribuzione attraverso telecomado dell'acqua in tutti i quartieri della città ogni giorno e senza bisogno di fontanieri che aprono e chiudono le saracinesche. Il sistema esiste e la centrale operativa è nella zona industriale, ma è possibile collegarsi alla centrale anche dall'ufficio idrico, in piazza Gallo. Ma il sistema sinora è stato provato solo virtualmente perchè - come dice Miccichè - di fatto, se nello stesso tempo si pompa acqua da più ripartitori contemporaneamente, la pressione che si raggiunge all'interno della condotta è tale che la fatiscente rete idrica agrigentina è destinata inevitabilmente a saltare. Il sistema quindi c'è e fa bella mostra di sè, ma non può essere attualmente utilizzato.Forse potranno un giorno vederlo in funzione i nostri nipoti. E' costato un mare di soldi, che, come dice Lillo,potevano essere meglio spesi per rifare qualche parte della rete idrica. Ma davvero al momento di comprare questo modernissimo sistema, non erano al corrente che ad Agrigento non sarebbe stato utilizzabile? La cosa puzza.
Ecco di seguito ampi stralci del comunicato di Lillo Miccichè:
WSi tratta di un lavoro di alcuni milioni di euro appaltato a Palermo è realizzato ad Agrigento tra il 2005 e il 2006, con i soldi dell’emergenza idrica in Sicilia. E quando si tratta di lavori appaltati con la procedura dell’emergenza vuol dire che si deve fare subito e bene, ovviamente nell’interesse collettivo, tanto che si sorvola nei dettagli burocratici, si sacrifica la trasparenza e la concorrenza d’impresa, purché, sempre per il bene comune, si superi immediatamente l’emergenza idrica.
Quello che sto per denunciare è una delle porcate che la pubblica amministrazione ha consentito negli ultimi anni a danno della città di Agrigento. I lavori effettuati si riferiscono all’istallazione in tutti i serbatoi idrici della città di un complicatissimo sistema computerizzato di tele controllo della distribuzione idrica. A sua volta ogni serbatoio con il suo sistema è collegato con la rete idrica di pertinenza e telecomandato da un unico sistema che dovrebbe distribuire l’acqua senza più uso di fontanieri che aprono e chiudono le numerose saracinesche idriche. Bell’opera! Peccato che oggi nella nostra realtà, nonostante i lavori siano stati completati da più di un anno, questo impianto, che è “capolavoro tecnologico”, non potrà funzionare per le semplici ragioni confermate dal fatto che un tale sistema (appaltato con estrema urgenza) è ancora fermo.
Quest’opera, che pochissimi conoscono e della quale sono venuto a conoscenza, grazie ai resoconti che l’Agenzia per l’emergenza idrica e dei rifiuti in Sicilia che per legge deve rendere pubblici, è costata 3 milioni e 200 mila euro circa, ed è stata realizzata da un impresa che oggi fa parte della “Girgenti acque”, società che gestisce da pochi giorni il sistema di privatizzazione dell’acqua.
Nelle avvertenze della relazione di collaudo si afferma che si possono verificare delle avarie nella rete. E' tecnicamente provato infatti che in una condotta vetusta la troppa pressione prodotta dal nuovo sistema di distribuzione telecomandato, e senza sfiatatoi lungo la rete, sicuramente moltiplicherebbe le rotture nei punti più deboli della rete, o peggio ancora provocherebbe danni alle strade e ai fabbricati per le forti fuoriuscite di acqua. Per rendere tecnicamente più chiaro il concetto dico che se oggi venisse attivato questo nuovo sistema di distribuzione col tele controllo, sarebbe come montare un potente motore di una Ferrari nella carrozzeria di una vecchia sgangherata cinquecento che appena messa in moto per la forte compressione, semplicemente esploderebbe.
E non mi si venga a dire che le amministrazioni competenti (regionali, e comunali) non sono a conoscenza di tutto questo e comunque, se sono venute a conoscenza adesso, credo che è interesse di tutti chiedere l’intervento degli organi competenti per far rilevare responsabilità prima politiche e poi anche penali e contabili per lo scandaloso spreco di risorse pubbliche".