domenica 8 novembre 2009

vaccinazione. l'asl diventata asp ma è sempre la stessa pappa

Boom di richieste di vaccinazione. Giornata di passione nei due ambulatori del capoluogo dove si somministra il vaccino. Sono stato anch'io in uno dei due amulatori. Ed ho sentito non solo le lamentele della gente, ma anche quelle del personale sanitario. “Sono stato dalle otto alle due e mezza in ambulatorio. E non si tratta solo di vaccinare la gente. Devo anche andare in corridoio a spiegare a tutti quelli che arrivano se possono o meno essere vaccinati e devo ascoltare anche tante lamentele. Bisogna organizzare meglio il servizio”, dice il medico che sta vaccinando gli utenti nel poliambulatorio dell’Usl di via Cannatello, al Villaggio Mosè. Due gli ambulatori nel capoluogo ( presso gli uffici sanitari ubicati nell’ex ospedale psichiatrico e in viale Cannatello) presi d’assalto anche da tanti anziani che non sanno però che non possono vaccinarsi se sono ultrasessantacinquenni e non hanno particolari patologie. Chi arriva nella struttura di via Cannatello deve fare la fila in piedi per ore. Ad accogliere la gente non c’è neppure un infermiere. Nascono lunghe discussioni su chi ha la precedenza. Le sedie a disposizione degli utenti sono poche. Le donne incinte che arrivano qui per vaccinarsi e gli anziani che avrebbero bisogno di una sedia, sono invece tanti. Appena entrati in ambulatorio per la puntura, ti vengono presentati due fogli. Sono due informative da firmare. Ma prima bisogna spiegare di cosa si tratta e non è sempre molto semplice. Se ci fosse un infermiere ad accogliere gli utenti, si potrebbe meglio stabilire la precedenza per l’accesso nella stanza delle vaccinazioni e si potrebbero far firmare prima le informative. Lo stesso infermiere potrebbe dare risposta alle tante domande della gente. Ma non c’è. Così il medico è costretto a uscire dalla sua stanza e andare incontro a quanti vogliono sapere se possono o non possono vaccinarsi. Deve parlare con ciascuno, guardare le richieste, ecc. Dopo la vaccinazione ti raccomandano di stare in sala d’attesa per almeno venti minuti. “Se nel mentre hai un malore avvisaci “, ti dicono. Fuori però non pare ci sia alcuna ambulanza che possa immediatamente condurti in ospedale in caso di necessità. “Se non mi viene l’influenza, certamente mi verrà un attacco di bile – dice la pensionata Veronica Gelardi – Aspetto da quaranta minuti, ho lasciato mia nipote dalla vicina di casa e non so neppure se potrò fare il vaccino. Ho 68 anni e mi dicono che sono fuori fascia. Mi hanno detto di aspettare il mio turno e mi daranno una risposta. Ma non potrebbero essere più precisi ? Abbiamo funzionari ed esperti ben pagati e servizi pessimi. Ci vuole un vaccino contro la mala burocrazia ”.

piscina comunale. Nuotatore fai da te ? ahi! ahi! ahi!

Nuotatore fai da te ? Non ti sei iscritto a nessuna scuola di nuoto ? Ahi! Ahi! Ahi! Per te le corsie della piscina di Villaseta sono off limits sino alle ore venti. Sono cambiati infatti gli orari: l’accesso è garantito a tutti, ogni giorno feriale, dalle ore 9.30 alle ore 13.00; nel pomeriggio però la struttura è esclusivamente riservata dalle ore 15.30 alle 19.30 alle scuole di nuoto. Gli utenti che praticano il nuoto libero e non seguono cioè alcun corso possono entrare solo alle ore 20 e dovranno fare la doccia e andare a casa entro le ore 22.00. “Se vuoi fare un po’ di nuoto prima delle venti dovrai pagare “il pedaggio” a qualche scuola di nuoto”, dice lo studente Roberto Castellino. Non è il solo a lamentarsi. “Un orario comodo per le casalinghe, i pensionati e i ragazzi che marinano le scuole – osserva l’impiegata Rosalba Principato, che frequenta spesso durante l’anno la piscina comunale – ma pessimo certamente per chi magari deve rientrare a casa a preparare la cena o deve tornare con i mezzi pubblici a Fontanelle o a Montaperto. Orari proibitivi soprattutto per chi vuole portare i bambini in piscina”. Le nuove disposizioni, introdotte alla riapertura della piscina, hanno insomma sollevato molte proteste. “Quest’anno due nuove scuole di nuoto ci hanno chiesto ospitalità. Dobbiamo pertanto programmare ogni giorno le attività di quattro scuole – replica l’assessore allo sport Cutaia. Ci siamo visti costretti a modificare gli orari. Che altro potevamo fare ? Le scuole comunque non vengono ammesse il sabato. E in genere ci risulta che chi pratica il nuoto libero preferisce le ore serali”. Sino allo scorso giugno per tutta la giornata almeno due corsie rimanevano a disposizione di chi non seguiva corsi di nuoto. Adesso invece il primo pomeriggio è “monopolizzato” dalle quattro società che propongono a diverse centinaia di utenti, piccoli e grandi , svariati e costosi corsi. I prezzi vanno, in media, da 40 a sessanta euro al mese per due o tre lezioni ogni settimana. Al Comune invece vanno le briciole. Una società che promuove corsi di nuoto agonistici paga nove euro all’ora per lo spazio-acqua preso in affitto a Villaseta. Chi invece organizza corsi di nuoto non agonistici paga 18 euro all’ora. Se i corsi vengono organizzati d’intesa con le istituzioni scolastiche della città, il costo si riduce a quindici euro all’ora. Qualche scuola di nuoto negli ultimi anni ha aumentato nettamente le quote di iscrizione e quelle mensili. Il Comune invece non ha modificato neppure quest’anno le quote per le scuole di nuoto. Dopo la decisione di cambiare gli orari, a Villaseta i proventi per il Comune sono diventati più scarsi. Al botteghino della piscina arrivano, infatti, meno soldi nel pomeriggio, da quando l’accesso è negato agli utenti non iscritti ai corsi. Eppure i bilanci della piscina comunale sono ogni anno in rosso. Le spese di gestione sono nettamente superiori agli incassi e quest’ultima variazione a beneficio dei privati rischia di peggiorare la situazione.
Elio Di Bella

martedì 8 settembre 2009

IL PAPA E GLI OMOSESSUALI

A Roma, nella Diocesi del Papa ( il Papa è tale perché è Vescovo di Roma), in una notte d’agosto, non lontano dalle stanze di Ratzinger, un romano di 40 anni, all’uscita del Gay Village, infastidito dalle effusioni e dai baci di due gay, ha preso un coltello e ha ferito all’addome uno di loro. E poi……Poi calci e pugni e una bottiglia spaccata in testa all’altro ragazzo…. Una delle vittime, trentenne, è grave: ha riportato danni a un polmone e al fegato; è stato sottoposto ad intervento chirurgico all’ospedale Sant’Eugenio, a Roma. L’altro è stato ferito al cuoio capelluto. L’aggressore è a piede libero. Niente carcere.
La notizia ha fatto il giro per alcuni giorni: era sui giornali che legge il Vescovo di Roma, sui telegiornali che guarda il Papa. La notizia ha per protagonisti dei romani, avviene in una strada di Roma, in un locale di Roma.
Se il cittadino più illustre di Roma, leggendo quella notizia, avesse pensato: questo no ! Nella mia Diocesi non deve più accadere.
Se allo sdegno, alla solidarietà dei romani si fosse aggiunta la parola del Papa…che sballo la Chiesa !
Se la prima domenica dopo quel coltello affondato nelle carni di un romano, dopo quel sangue sulle strade di Roma, il Vescovo di Roma avesse detto: Basta ! Mai più violenza contro gli omosessuali.
Come quando il suo predecessore aveva detto dalla stessa finestra di essere vicino agli ebrei di Roma, quando l’odio antisemita appiccò il fuoco alla sinagoga romana. Il Papa andò ed entrò nella sinagoga dei “perfidi giudei”, maledetti per secoli. Come quando da quella finestra implorò che la vittima di un sequestro venisse restituita. Che tante vittime ottenessero giustizia. Se da quella finestra, come in tante altre occasioni, adesso si fosse sentita una voce: Secondo il comando divino, chi pratica l’omosessualità è in peccato mortale…ma chi alza la mano sul fratello omosessuale è peggio di lui. Non toccate i nostri figli omosessuali. Non insultateli, non colpiteli. Io sono il vostro Vescovo, io sono il loro Vescovo. Non alzate la mano contro di loro. Chi è senza peccato scagli la pietra. Perdonateci, perdonate la Chiesa, se qualcuno può avervi fatto credere che per il peccato di cui si macchiano, incitiamo all’odio verso di loro e autorizziamo a disprezzarli. Non è così che pensa la Chiesa del Buon Samaritano, del Buon pastore, del Cristo che dice all’adultera: nessuno ti ha tirato la pietra ? Neppure io ti condanno. Va’ e non peccare più. Non alzate mai più la mano contro questi figli di Roma. Io li difenderò, io sono il loro Vescovo.
Se il Papa avesse detto, o un giorno dirà, qualcosa di simile… che sballo la Chiesa ! L’ecclesia cattolica, la comunità universale. Che difende la persona, immagine di Dio, e vede in ogni uomo il volto di Cristo e nient’altro.

venerdì 28 agosto 2009

Il certificatone.


L’ideuzza mi è venuta spontaneamente quando ho visto in Tv Peppe Arnone sventolare davanti la telecamera un fogliettino firmato nientepopodimeno che dalla manina del mio caro amico Carmelo, presidente del consiglio comunale di Agrigento. Era la certificazione dell’appartenenza di Arnone al Pd, chiesta dallo stesso consigliere dopo che il partito di Franceschini gli ha negato la tessera. Il consigliere aveva trascorso una notte buia e tempestosa dentro la propria coscienza. Lui abituato a fare passare male nottate a tanti che pubblicamente critica e denuncia (pure in Tribunale), adesso non riusciva a prendere sonno. Girava e rigirava la tessera del Partito. “Essere o non essere del Pd ?” si chiedeva. “E come farò a votare al Congresso ?”. “E gli sconti alla festa del Partito ?”. Come un innamorato insicuro, aveva bisogno di una conferma. La tessera negata gli bruciava oggi più di quando la mamma negava a lui, piccino ambientalista, le caramelle, dopo che aveva fatto il monello per avere denunciato la vicina abusiva. Gli bruciava più di quella nottata quando era andato a dormire Sindaco e poi 400 e rotti voti i meno lo costrinsero a rimanere consigliere comunale a vita. Più ancora della vista della casa di Sodano ancora in piedi e illuminata.
Di una tessera abbiamo bisogno tutti. Confessiamolo. Ce lo ha insegnato Pirandello, che in una novella spedisce il protagonista dal Prefetto dal quale vuole la patente di iettatore.
Allora ecco l’idea che mi è venuta, vedendo quel bel certificato firmato da Callari.
Sono andato da Carmelo e gli ho chiesto anch’io un bel certificato che attesti che sono bello, alto, biondo e con gli occhi azzurri. “Ma tu sei racchio, brutto, moro e con gli occhi castani”, ha risposto Carmelo. Che mi conosce bene. “Embè ? Forse che Arnone è del Pd ?” ho replicato. “Non ha manco la tessera”. Ci ha pensato un po’ e poi mi ha rilasciato la sospirata certificazione. “In fondo, mi ha confessato, il fatto che tu sei alto è più vero del fatto che Arnone è del Pd. Almeno tu sei “alto” uno e cinquanta. A lui la Galvano e Lauricella non lo invitano neppure a bere insieme un limoncello”.
Eccolo allora il mio bel certificato.
Ed è inutile adesso che voi state a dire che sono brutto e racchio. Eccolo qua il certificato e state pur certi che un simile documento con tanto di carta intestata della presidenza del consiglio comunale e di bollo con lo stemma dei tre giganti vale più di tutte le vostre chiacchiere e della matematica, che direbbe ( che sciocca scienza) che sono alto poco più di un metro e cinquanta. O delle chiacchere delle compagne del liceo che non mi filavano perchè ero brutto anche allora. Insomma per farla breve, la storia che il presidente Callari rilascia attestazioni di appartenenza a questo e a quello, è davvero rivoluzionaria. Noi pensavamo che a stabilire se sei di un partito, fossero piuttosto gli stessi organismi statutari. Macchè, trova cinque minuti vai da Callari e lui ti guarda per bene e ti certifica se fai parte del Pd o delle dame di carità. Poco importa che Messana o il Papa dicano diversamente. Loro chi sono ? Callari se vuole non li fa manco entrare in città. E allora correte nell’ufficio del mio amico Carmelo e fatevi rilasciare il vostro bel certificato. Firmato e bollato, mi raccomando e anche protocollato. Uno sul vostro sex appeal (anche se fate schifo, ve lo firma in fede), un altro sulla vostra chioma ( anche se non avete un solo pelo in testa, basta il pensiero), un altro sui vostri poteri magici. E poi camminate a testa alta, come Arnone. Voi siete quello che c’è scritto sul foglio firmato da Callari. E se fate una trasmissione autogestita in Tv mettete il logo della vostra certificata appartenenza. E se qualcuno non è d’accordo ditegli che lui è il "signor Nuddru", come ha detto Arnone di Messana. E non ti preoccupare neppure se Picarella dirà in Tv che sei “un menzognero”.
P.S.Un Consiglio però a chi ha il certificato di abilitazione a volare dal quinto piano. Fatevi firmare prima da Callari un certificato di miracolato, Callari rilascia pure quello. Se poi crepate, poco importa. Callari vi firmerà un certificato che attesterà che siete ancora vivi. Che è comunque sempre più vero del fatto che Arnone è del Pd,se ci pensate. Per Messana, Capodicasa, Lauricella e la Galvano, infatti, è come morto.
Elio Di Bella

sabato 22 agosto 2009

agrigento: opere d'arte: "semu in mani a nuddru"

Grazie alla polemica tra il Sindaco Marco Zambuto e la Sovrintendente Gabriella Costantino, l’uomo della strada che vive ad Agrigento ha appreso alcune importanti ed istruttive notizie intorno alla cura, alla difesa e alla valorizzazione del patrimonio culturale conservato ad Agrigento.

1) Comune e Sovrintendenza dovrebbero collaborare nell’apertura di una pinacoteca. La Sovrintendenza sostiene invece che il trasferimento delle opere d’arte dal monastero Santo Spirito all’ex Collegio dei padri Filippini è stato realizzato dal Comune con una “operazione illegale oltre che anticulturale, in cui le pubbliche raccolte sono utilizzate alla stregua di privati patrimoni, costringendo questa Amministrazione a procedere secondo quanto impone la legge, nonostante i tentativi informali posti in essere per segnalare le irregolarità delle operazioni”. Pochi mesi fa la Curia e la sovrintendenza hanno organizzato insieme la presentazione del restauro di alcune opere conservate nella Cattedrale. Tutta la città ha apprezzato questa armoniosa collaborazione. Perché in questa occasione ciò non è stato possibile ? La sovrintendente è una esperta proprio in storia dell’arte. I suoi consigli sarebbero stati molto utili.
2) Veniamo a sapere inoltre dalla Sovrintendenza che la collezione Sinatra “è stata arbitrariamente dismessa da quell’allestimento che integrava indissolubilmente supporti espositivi e apparati didattici, coerenti con le ricerche e gli studi condotti, per essere oggi declassata a mero arredamento – quasi si trattasse di una privata abitazione – del già di per sé prestigioso complesso dei Filippini”. Quella collezione è stata sistemata nel monastero Santo Spirito un paio di decenni fa dagli esperti della Sovrintendenza che curarono tutto: dall’illuminazione alla scelta dei supporti espositivi, dagli apparati didattici al percorso. Nel momento in cui si decide di fare il trasloco, si rinuncia all’esperienza degli esperti della sovrintendenza. Ma per affidarsi a chi ? All’esperto d’arte Massimo Muglia ?

3) “Dall’odierno sopralluogo presso il salone del Museo di Santo Spirito, in cui i dipinti della collezione Sinatra si trovavano, emerge uno scenario desolante : supporti espositivi danneggiati; impianto di illuminazione smembrato; materiali didattici curati dalla Soprintendenza arbitrariamente dimessi e trasferiti, così da annullare quella dignità scientifica che la collocazione in quella sede, con quella sequenza espositiva e quei supporti didattici, dava all’intera raccolta. Dal medesimo sopralluogo si apprende che tale incresciosa operazione sarebbe avvenuta nella notte fra il tredici e il quattordici, all’insaputa dei funzionari del Museo di Santo Spirito”. Così scrive la Sovrintendenza. Ci rammarichiamo però del fatto che tali sopralluoghi sono stati molto rari. La Sovrintendenza avrebbe dovuto farne di più. Se quindi ha trovato uno scenario desolante, la colpa è anche di chi avrebbe dovuto vigilare per difendere tale patrimonio. E chi non ha vigilato qualcosa deve pagare, se le opere adesso sono danneggiate.


4) Dalla risposta del Sindaco alla Sovrintendenza veniamo a sapere che “ le opere erano state, intanto, private delle cornici originali, molti dei quadri si trovavano fra escrementi di roditori e di volatili e alcuni erano ricoperti di salnitro”. Complimenti, davvero ! E chi avrebbe dovuto evitare questi scempi ? Il sindaco individui piuttosto i responsabili e li denunci alle autorità competenti.

5) “Quanto al percorso - ha chiarito Zambuto - era definito didattico o scolastico”. Sarà forse vero, ma è quello che anche l’amministrazione ha accettato ed ha conservato sino a ieri. Vorrà dire che l’aveva considerato culturalmente valido sino a ieri. Se non andava bene, se era culturalmente molto modesto, perché l’assessore Biondi, ad esempio, non ha mai pensato di sostituirlo con un percorso di maggiore spessore culturale ?

6) “La famiglia Sinatra, proprietaria della collezione - a quanto ha riferito Zambuto - aveva manifestato tra l’altro al Comune la volontà di sottrarli all’amministrazione ritenendo che le opere non fossero adeguatamente tutelate e valorizzate”. Allora le opere sono state cedute al Comune o sono state date in prestito dalla famiglia Sinatra ? Se sono state date in prestito, la famiglia Sinatra è stata messa al corrente sulle modalità di trasloco delle opere ? Giacchè la sovrintendenza manifesta serie preoccupazione circa le “precauzioni di imballaggio, trasporto, funzionari responsabili e copertura assicurativa” .

7) Il sindaco dice che le opere verranno di nuovo trasferite dal Collegio dei padri Filippini alla Pinacoteca Comunale, ubicata di fronte al Municipio. Ci auguriamo che tale operazione si farà con la collaborazione della Sovrintendenza.

Insomma, come direbbe un qualunque agrigentino: le nostre opere d’arte “sunnu in mani a nuddru”.
P.S. IL ministro della Giustizia Alfano andrà ad inaugurare una sala espositiva realizzata in modo illegale ?
Elio Di Bella

giovedì 20 agosto 2009

Mi vergogno perchè...

Si dice che presto uscirà un nuovo libro e dopo averlo letto saranno in molti ad Agrigento che si vergogneranno così tanto da non uscire più da casa. Credo che non sia necessario comprarlo per avere dei buoni motivi per non uscire da casa. Anche se non ho ancora letto il libro, faccio parte comunque della schiera di quelli che provano questa vergogna. La vergogna cioè di uscire da casa e vivere certe incredibili esperienze. Ecco cosa mi è capitato oggi.

1)sulla spiaggia di Giallonardo ho visto almeno una ventina di motoscafi e gommoni sfrecciare a pochi metri dal mio ombrellone. Ho chiamato la capitaneria di Porto ed è arrivato un giovane ufficiale, si chiama Sgroi, e in Sicila da poco e mi confessa che gli abusi sono moltissimi, ma le forze per mare e per terra per fare i controlli necessari molto scarse. Mi vergogno perché credo che gli abusi vengano puniti e le forze siano sufficienti per fare rispettare le leggi, visto che lo sono per respingere in mare gli africani.

2) tornato in città vado nell’unico ufficio postale dove si possono ritirare vaglia e raccomandate e trovo in fila molte persone perché da diversi anni ormai le Poste, per una città di 60 mila abitanti, hanno attivato un solo sportello per questo servizio. Potrebbero decentrarlo. Ma non lo fanno. Nell’ufficio di Piazza Vittorio Emanuele ci sono solo tre sedie. Questo passa il convento. La gente in fila litiga sulla precedenza perché non c’è la macchinetta per lo sbigliettamento all’ingresso. Mi vergogno perché credo che le Poste italiane rispettano la carta dei servizi e la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

3) Torno a casa e davvero molto casualmente trovo su una rete di protezione della strada di fronte casa un foglietto incollato con un nastro adesivo che copre tra l’altro una parte del testo. E’ dell’Enel. Si informano i residenti che il 25 agosto resteranno senza luce dalle ore 8.30 alle ore 15.30. Informo i vicini che non ne sanno proprio nulla. Trovo nella buca delle lettere un depliant pubblicitario di un supermercato ben illustrato che m’informa sugli sconti. Penso: ma com’è possibile che una multinazionale m’informa su un fatto così rilevante con un fogliettino malamente incollato e il supermercato invece i foglietti me li fa trovare dentro la cassetta della posta ? Seguendo le istruzioni sul foglietto, provo a chiamare l’Enel per protestare. Inutile: quel numero non ti permette di parlare con l’operatore giusto. Serve solo a chiamare in caso di guasto. Mi vergogno perché ancora credo di vivere in un paese normale.

4) Accendo la Tv e il notiziario locale m’informa che vivo in una città felice: i turisti intervistati sono contenti ( e come mai restano così poco ?); il presidente della provincia parlerà con il ministro Alfano e il governatore Lombardo per salvare da sicuro licenziamento 180 dipendenti Ata delle scuole della nostra provincia (non poteva pensarci prima ? Certo che no, altrimenti 180 persone non sarebbe andate da lui a chiedergli il favore ), la Girgenti Pallamano ha iniziato gli allenamenti al Palanicosia (dove non potrà disputare il campionato perchè la città non ha un impianto sportivo in regola. Due anni fa perse il titolo per questa ragione e l’anno scorso il Sindaco garantì che sarebbe sorto un nuovo impianto buono per la Girgenti e per la Fortitudo). Mi vergogno perché ancora accendo la Tv e credo di ascoltare qualcosa di vero su questa città.

5) Alla fine del notiziario la Girgenti Acque m’informa dove arriverà domani l’acqua. Ricordo che proprio ieri una mia parente mi ha detto che aveva preso sul serio il bollettino di martedì scorso e non era andata a mare, aspettando di vedere scorrere l’acqua dai rubinetti dopo una settimana L’acqua però non è arrivata. Le sue figlie tornando dal mare le hanno comunque detto che il mare era molto sporco. La mia parente ha ringraziato Girgenti Acque. Le figlie hanno fatto la doccia dalla nonna. Mi vergogno perché ancora credo che l’acqua sia un diritto e chi paga le tasse dovrebbe potersi lavare tutti i giorni.

6) Mi sdraio sul divano per riposare. Sono l5.30. Pochi minuti dopo arrivano alle mie orecchie dei suoni striduli. Poi si fanno sempre più chiari. Qualcuno diffonde per strada con un potente altoparlante la notizia che vende gelati, bibite, sdraio, ombrelloni, ecc. Poi bussano alla porta. E’ lo stesso venditore. Vuole sapere se mi va un gelato. Chissà non l’avessi capito, lui vende gelati. Credete sia autorizzato a vendere in quel modo ? Credete abbia chiesto scusa per avere disturbato ? Gli dico che non vorrei essere più disturbato nei pomeriggi seguenti. Mi risponde che allora è meglio che metto un cartello, perché forse la prossima settimana verrà suo fratello a bussare in questa via. Gli spiego che non metto alcun cartello, piuttosto chiamo i Carabinieri e faccio controllare la licenza e se ha le autorizzazioni necessarie. Va via bestemmiando. Mi vergogno perché ancora credo che in questa città ci siano venditori ambulanti che pagano le tasse e che siano gentili.

7) Sono le 19.00 scrivo questo testo e mi vergogno perché sono così stupido da credere che scrivere e denunciare queste cose serva davvero in questa città. Sono solo le ore 19.00. Chissà cosa capiterà ancora…

Elio Di Bella

lunedì 17 agosto 2009

risposta al direttore : Chiediamo al Papa di venire a Lampedusa

risposta a don Carmelo: Chiediamo al Papa di venire a Lampedusa


Caro don Carmelo,
Siamo dinanzi ad una questione epocale e di carattere mondiale: milioni di esseri umani, di fratelli chiedono il nostro aiuto. Lo chiedono anche alla Chiesa che nel mondo occidentale ha un grande potere e può farsi ascoltare dai potenti, se vuole. Occorrono risposte dirompenti, da grande potenza mondiale morale qual è la Chiesa. lLasciamo stare i documenti che non leggono neppure tantissimi preti, ed i convegni per pochi intimi, o le varie opere di carità che con tante difficoltà si realizzano in varie parti. Su questa questione il problema è di alzare la voce in tutte le sedi nazionali ed internazionali come si fa in certe occasioni quando si ha interesse a difendere una posizione che la Chiesa ritiene irrinunciabile. Si poteva, ad esempio, dire ai parlamentari cattolici che votare una legge che conside delinquente il clandestino venuto a chiedere pane e lavoro è contro Dio e contro l'uomo. Lo si fa quando c'è da difendere una legge sull'inseminazione, cioè su persone che ancora devono nascere. Si potrebbe fare dunque altettanto quando bisogna protestare per difendere chi è già in questo mondo ed ha bisogno di noi. Si poteva raccomandare ai medici cattolici di fare obiezione di coscienza nell'eventualità che lo Stato gli chiedesse di denunciare il clandestino che arrivava in ambulatorio. Il problema non è stato nemmeno preso in considerazione. Mentre su questo, per l'aborto, si è fatta una grande battaglia. Si potrebbe fare opposizione come quando in Italia le leggi razziali costrinsero gli ebrei a nascondersi e i conventi e lo stesso Vaticano li ospitava per sottrarli alla morte. E ciò pur sapendo di andare contro la legge dello Stato e di poter subire gravi conseguenze. Perchè non fare oggi altrettanto con gli esseri umanil che lo Stato vuole mettere in galera perchè chiedono pane ma non hanno il permesso di soggiono ? Insomma su tale questione non possiamo ancora andare avanti con le punture di spillo, occorre fare una grande battaglia di amore e di civiltà con interventi forti, decisi. Perchè non pensare ad un referendum abrogativo del decreto contro l'accoglienza o perchè la Chiesa non chiede ai parlamentari cattolici di fare una proposta di legge fondata sui princii dell'accoglienza? Perchè il Papa non va a visitare i Cie ? Ne ha fatti così tanti di viaggi ! un bel viaggio a Lampedusa per andare ad abbracciare chi è arrivato sui barconi per chiedere pane e amore sarebbe certamente oggi il viaggio più bello e straordinario del nostro secolo. Ma queste cose la Chiesa oggi non ha proprio il coraggio di farle. Almeno la Chiesa italiana, mi pare. Ma spero di essere smentito. Comunque chiedo all'arcivescovo di invitare il Papa a Lampedusa e spero di sentire là queste parole: "Politici convertitevi, verrà un giorno il giudizio di Dio. Il Signore vi dirà avevo fame e mi avete respinto. Anzi avete fatto una legge sui respingimenti in mare. Ogni volta che avete respinto uno di questi miei figli avete respinto me in mare". Oggi invece bisogna andare al tempo di Sofocle per sentire Antigone rimproverare il re Creonte : "Bisognava dire NO, allora ! Io non ho detto SI'. Cosa volete che facciano a me la vostra politica, la vostra necessità, le voste povere storie ? Io posso dire ancora NO a tutto quello che non mi piace e sono il solo giudice. E voi, con la vostra corona, con le vostre guardie, col vostro armamentario, voi potete solo farmi morire, perchè avete detto SI'. Che non ci accada di doverci vergognare e di dover chieder perdono fra qualche secolo per avere dimenticato la legge fondamentale del Vangelo: ama il prossimo tuo co
me te stesso. Che non accada ad un altro Papa di dover chiedere perdono agli immigrati, come oggi abbiamo fatto con Galileo, le crociate e gli Ebrei. Con l'affetto di sempre, il tuo amico Elio Di Bella